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X Men conflitto finale

X men IIIDopo anni di attesa, ecco arrivare nelle sale Xmen The last stand: Il terzo (e conclusivo?) capitolo della saga dedicata agli uomini straordinari nei quali il gene mutante “X” causa una serie svariata di superpoteri. Ecco qualche indicazione per chi andrà a vederlo, con un suggerimento: Non alzatevi dalla poltrona prima della FINE dei titoli di coda ;-)

Facciamo un piccolo escursus mentale per ricordarci a che punto avevamo lasciato le cose: Wolverine era alla ricerca del proprio passato ed era stato attirato in una trappola da uno scenziato interessato a “recuperare” il suo fattore rigenerante. Dopo una furiosa battaglia tra i mutanti “buoni” di Charles Xavier e quelli “reietti” comandati da Magneto, la tragica morte di Jean Grey e la successiva apparizione di una fenice infuocata nel lago ghiacciato, ci avevano lasciato ad attendere pazienti l’epilogo.
Passato del tempo da quegli eventi, tutti cercano di “ricominciare” la vita “normale”, ma all’istituto Xavier per giovani dotati non tutti si rassegnano alla perdita di Jean. Scott (Cyclops) non si da pace per la morte dell’adorata moglie, ed anche Logan (Wolverine) è scosso. Ma qualcosa scatena in loro la volontà di non credere che Jean sia morta davvero, anche se il Professor X cerca in tutti i modi di dissuadere i propri “allievi” da propositi pericolosi. Ineffetti Xavier conosce alcuni retroscena che fanno di Jean un pericolo per tutta l’umanità.

Nel frattempo, una casa farmaceutica americana sviluppa un vaccino ingrado di sopprimere il gene X e di far tornare “normali” tutti coloro che sanno di essere dei mutanti. Il governo tenta quindi di convincere la popolazione a curarsi. Ovviamente Eric Lensherr (Magneto) non può condividere questo proposito, convinto com’è che i mutanti siano una razza superiore e mobilita un esercito pronto ad insorgere contro gli inferiori umani, alla ricerca di una ossessiva riscossa morale e di una definitiva rivalsa dei mutanti.

Andare oltre nel descrivere la trama sarebbe come svelarvi l’epilogo di una epica battaglia senza farvi prima calare nella situazione. Pertanto non proseguo e vi consiglio di andare a vedere questo film, specie se avete apprezzato i primi due e siete desiderosi di scoprire come va a finire. Per i puristi dico subito che la trama scelta per questo epilogo si discosta un pò dalla timeline tradizionale del fumetto originale per cui non storcete il naso se qualcosa vi suona “sbagliato”. Nel film è ben narrato il fulcro di tutta l’epopea degli X-Men, e cioè la lotta per far accettare il “diverso”. Il regista di questo terzo capitolo, Brett Ratner, ce la mette tutta per non far rimpiangere il predecessore Bryan Singer (passato al “nemico” DC Comics, come regista del prossimo “Superman Returns”), ma ci riesce solo in alcuni aspetti. Ci troviamo quindi difronte ad un film tecnicamente spettacolare, nel quale però i tempi ed i personaggi non sono gestiti nella stessa maniera sapiente e visionaria presente nei primi due film. Tuttavia è un film godibile e pieno di colpi di scena, non vederlo al cinema sarebbe un vero peccato. Forse il film risente un pò dello scarso tempo a disposizione per gestire tutte le trame legate ai singoli protagonisti e quindi dedica troppo poco spazio ad alcuni di loro. Diciamo che i veri protagonisti di questo terzo capitolo sono Wolverine, Storm e Magneto, oltre ovviamente a Phoenix. Mentre per gli altri Xmen quali Cyclops, Rogue, Iceman, Pyro, Mystique e per i nuovi arrivati, ci sono solo poche sequenze. Quindi chi ama alcuni personaggi più che altri è avvisato: Non c’è spazio sufficente per tutti!.

STIC-CON 2006: Lo Stic compie vent’anni e festeggia in pompa magna

STICCON 2006A pochi giorni dalla conclusione dell’edizione 2006 dello STICCON, storico raduno dei fan di Star Trek organizzato dallo Star Trek Italian Club (stic), Nuovaleva ci fornisce le sue impressioni sull’edizione del ventennale dello Stic e ci fa vivere la sua esperienza. Leggendo scoprirete quanto possano essere specieli le persone che gravitano attorno al mondo di Star Trek.

STICCON 2006, la XX edizione di un appuntamento fondamentale e irrinunciabile per tutti i Trekkers, si è svolta come di consueto a Bellaria nel mese di maggio.
Mi verrebbe da dire la più bella del ventennio, se non fosse che è la prima a cui ho partecipato dal primo all’ultimo giorno, consumando le suole delle scarpe fra una sala e l’altra e uno stipendio intero rovistando fra gli stand.
Mai avrei creduto di trovare attori eclettici e disponibili, oltre che assolutamente spassosi e generosi nelle conferenze.
Alle prime, arrivato da solo il giovedì, ho accusato l’ansia da: “E adesso? Che faccio???”. Timidamente ho vistato il pass e sono entrato nel salone del palazzo dei congressi, quasi convinto a girare i tacchi e tornarmene a casa immediatamente dopo. Eppure, miracolo della Trek mania, già i primi volti noti spuntavano fra la gente icon_cool.gif E pensare che l’anno precedente ero entrato solo nel tardo pomeriggio della domenica… Fatto un respiro profondo e armato di una inusuale faccia tosta, a passo sicuro mi infilo nel “supermercato”, la mia sala preferita e la più odiata dal mio portafogli… Per chi non abita vicino all’Ultimo Avamposto è un’occasione imperdibile per rovistare in mezzo ad astronavi, card, action figure, fotografie, pins, DVD, libri e un’infinità di tesori difficilmente trovabili in altri negozi (anche se l’acquisto meriterebbe un capitolo a parte).
Ma la cosa veramente più emozionante è l’incontro con gli attori. La convention di quest’anno ci ha regalato delle perle straordinarie. La performance di Hertzler (Generale Martok) è valsa da sola l’intero fine settimana. Un personaggio eclettico, esilarante, strepitoso e disponibile a mettersi in gioco, al punto di riapparire vestito da sciantosa nella sfilata delle Moire. E cosa dire del pezzo teatrale di Keating (Tenente Reed), che racconta del suo provino assieme a quello di Billingsley (Dott. Phlox) e del suo strano gracchiare per caratterizzare il personaggio alieno? Non da meno Lofton (Jjake Sisko), che con una grande simpatia ha raccontato dei suoi primi passi da adolescente sul set, dei suoi rapporti con gli adulti di scena e di come Avery Brooks (Benjamin Lafayette Sisko) sia rimasto male per essere stato il primo e unico Comandante a morire a fine serie. Certo che ce n’è stata da vedere e da sentire. Tanti attori minori oltre ai principali, ma “minori” in cosa francamente non saprei dire, visti gli splendidi momenti che ci hanno proposto.
Ma alla fine un paio di serate con Hertzler e Lofton in birreria, vi garantisco che sono qualcosa di impareggiabile. Due persone splendide e disponibilissime, che al di là di essere attori sono persone e come tali amano essere trattate. Sedere allo stesso tavolo, bere birra, ballare assieme e chiacchierare come vecchi amici senza necessariamente portare la discussione sui personaggi o sulle solite ritrite domande da giornalisti, lascia veramente il pieno che solo due persone straordinarie e semplici come loro possono lasciare.

Grazie per il divertimento e l’amicizia, grazie per averci fatto scoprire due persone vere oltre al costume, grazie per averci fatto ricordare questo evento.

Il Codice Da Vinci

Il Codice Da VinciDopo una preview dedicata essenzialmente al lancio del film, vede oggi la luce un nuovo speciale di Lusoria, dedicato al fenomeno mediatico degli ultimi anni: Il Codice Da Vinci. Il libro record di vendite che è ora divenuto un annunciato blockbuster cinematografico. Dopo aver letto il libro (due anni fa per cui spero di non essere inesatto) e dopo aver visto il film proprio sabato scorso, ecco il mio modesto resoconto per voi. Ho cercato di affrontare l’argomento in maniera da generale il minor numero possibile di spoiler, comunque rivelare qualche dettaglio è inevitabile, per cui siete avvisati!

PREMESSA:

Nel 2003 esce nelle librerie di tutto il mondo un libro che sarà destinato ad essere ricordato come uno dei maggiori best sellers di tutti i tempi, tanto da vendere, in meno di 3 anni, 43 milioni di copie in tutto il mondo, di cui quasi 3 milioni solo in Italia: Il titolo del libro, inutile dirlo, è “Il Codice Da Vinci” ed il suo autore è uno scrittore americano fino ad allora poco noto ai più, di nome Dan Brown.
L’idea alla base del libro è semplice, mescolare sapientemente alcuni ingredienti di sicuro successo, ad una narrativa fruibile e veloce, condendo il tutto con la creazione di personaggi intriganti e coinvolgenti.
Quali potessero essere gli ingredienti è facile da dedurre: La chiesa, i Templari, Leonardo Da Vinci e Gesù Cristo in persona.

LA TRAMA DEL ROMANZO:

Siamo ai giorni nostri, un noto docente di simbologia americano, il Professor Robert Langdorn è a Parigi per un seminario, una sera torna al suo albergo dopo aver mancato un appuntamento con Jaques Sauniere, curatore del Louvre, il quale non si è presentato al luogo dell’incontro da egli stesso richiesto. Landgorn viene svegliato nel cuore della notte dalla visita dei gendarmi che lo scorteranno immediatamente al Louvre, dove un avvenimento cambierà il corso della sua nottata e di tutta la sua vita. Al museo lo attende il Capitano della polizia francese Bazu Fache, che gli mostrerà l’uomo col quale Langdorn aveva appuntamento…morto, completamente nudo disteso sul pavimento in una posizione che ricorda l’Uomo Vitruviano disegnato da Leonardo Da Vinci secoli or sono. Vicino al cadavere un codice, di lì a poco decifrato con l’aiuto della giovane agente Sophie Neveau, esperta crittologa della polizia di Parigi. Sarà quest’ultima a far pervenire a Robert Langdorn un messaggio che lo avviserà di stare attento, di dubitare dell’atteggiamento del Capitano Fache e del fatto che lui stesso è il maggior indiziato per l’omicidio di Jaques Sauniere. Inizia così una notte densa di fughe, emozioni, colpi di scena e, naturalmente, scoperte che cambieranno il destino dell’uomo, qualora venissero rivelate. Nel frattempo, l’organizzazione cattolica denominata Opus Dei trama nell’ombra alla ricerca della cosidetta “chiave di Volta”, per avere la quale, l’emissario Silas sarà capace di uccidere più volte, nel nome di un ideale superiore e per conto del proprio mandante, il Vescovo Aringarosa. Ne emerge un quadro a tinte fosche che coinvolte alte sfere del Vaticano, studiosi di fama mondiale e misteri nascosti per migliaia di anni agli occhi dell’umanità. Inizia così la ricerca del Santo Graal, così come l’ennesima battaglia tra il bene e il male, alla ricerca di una verità sconcertante.

I PERSONAGGI:

Robert Landorn:
E’ uno studioso, un professore americano esperto di simbologia antica, si trova a Parigi per una serie di seminari e si troverà convolto suo malgrado in un’avventura inimmaginabile, che lo porterà a scoprire un segreto celato da millenni.

Sophie Neveau:
E’ una giovane agente della polizia di Parigi, esperta in codici criptati, e nipote di Jaques Sauniere. Cela un pesante segreto dentro di se.

Bazu Fache:
E’ un Capitano della Gendarmeria francese, uomo tutto d’un pezzo e membro dell’Opus Dei, sarà ossessionato dalla caccia all’assassino e farà di tutto per incastrare il principale indiziato.

Sir Liegh Teabing:
E’ uno studioso inglese di fama mondiale alla ricerca del Graal, odia i francesi, ma vive un uno Chateau alla periferia parigina. E’ ricco e metterà i propri mezzi a disposizione dell’amico Langdorn.

L’arcivescovo Aringarosa:
Esponente di spicco dell’Opus Dei, cerca di mantenere celato un segreto più che scomodo e per questo cerca di arrivare per primo alla “chiave di Volta”, e per fare questo è pronto ad usare ogni mezzo.

Silas:
E’ un adepto dell’Opus Dei, pronto a seguire i più ferrei dettami del proprio Credo, farà ogni cosa che Aringarosa gli chiederà, in nome di Dio e del volere del Maestro.

Jaques Sauniere:
Anziano curatore del museo del Louvre, nonchè membro dei Rosa Croce, antica congregazione di Cavalieri pronti a difendere il futuro dell’umanità.

L’AUTORE DEL LIBRO:

Dan Brown nasce a Exeter, nel New Hampshire, il 22 giugno 1964, dopo i suoi studi all’Amherst College e la laurea conseguita presso la Phillips Exeter Academy si trasferisce in California per tentare la carriera di pianista, autore e cantante, che tuttavia non gli porterà alcuna fortuna. Torna così nel New Hampshire nel 1993 e diventa docente universitario di inglese nella sua vecchia scuola, la Phillips Exeter, dove anche il padre insegnava, continuando nel frattempo ad approfondire i suoi studi di storico dell’arte. Dal 1996 decide di dedicarsi a tempo pieno all’attività di scrittore e pubblicherà diversi romanzi prima di arrivare al best seller mondiale “il Codice Da Vinci”, che lo renderà ricco e famoso in tutto il mondo. In Italia sono stati pubblicati da Mondadori, sull’onda del sucesso del “Codice”, i suoi “Sfida tra i ghiacci”, “Angeli e Demoni”. E’ ora in via di traduzione in italiano il suo primo lavoro del 1998, “Digital Fortress”, venduto sotto forma di E-Book in USA. E’ anche produttore esecutivo del film tratto dal suo libro.

LA TRAMA DEL FILM:

Il Codice Da Vinci movieRicalca un massima parte il libro, tralasciando però alcuni aspetti che riguardano l’approfondimento psicologico sui personaggi ed il loro background. Si differenzia inoltre per alcune scelte nel finale, decise dal regista Ron Howard, conscio del fatto che per far funzionare bene al cinema un film, il cui omologo cartaceo è arcinoto a tutti, è necessario fare qualche cambio che renda la trama meno monotona possibile. Howard ha nel complesso fatto un buon lavoro secondo me, rendendo bene in due ore e mezza, un libro di circa 500 pagine, che si basa in larga misura sui dialoghi tra i personaggi, che sono il vero punto chiave del romanzo. Regista e sceneggiatori sono riusciti quindi a creare una riduzione gradevole ed hanno gestito bene situazioni che potevano essere la “rovina” del film, come ad esempio una scena in cui Tiebing espone ai suoi ospiti le proprie scoperte in merito al dipindo di Leonardo chiamato L’ultima Cena e che nel libro rappresenta una parte piuttosto consistente e prolissa della storia. Trovo che il finale del film manifesti lo stesso difetto del libro, ovvero è troppo sbrigativo, dopo un serie di preamboli e incastri che durano quasi tutto il resto del libro. I personaggi sono ben strutturati e gli attori scelti in maniera appropriata, il cast è di livello internazionale, in cui spiccano il due volte premio OSCAR, Tom Hanks, il bravissimo Ian McKellen e tanti altri.

IL CAST DEL FILM:

Tom Hanks – Robert Langdorn
Audrie Tatou – Sophie Neveau
Ian McKellen – Sir Liegh Tiebing
Jean Reno – Bazu Fache
Alfred Molina – Monsignor Aringarosa
Paul Bettany – Silas

Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: Akiva Goldman.

CURIOSITA’:

Il libro di Dan Brown ha venduto nel mondo dal 2003, anno dell’uscita, ad oggi, oltre 43 milioni di copie in tutto il mondo, di cui quasi 3 milioni in Italia, di cui circa 300.000 in edizione “Oscar”, da poco pubblicata da Mondadori.

In alcuni paesi del mondo come le Filippine, il film è stato censurato per le teorie ritenute blasfeme ed offensive del cattolicesimo, contenute nella sceneggiatura.

Inizialmente i vertici del museo del Louvre non avevano autorizzato le riprese all’interno del museo, che invece appaiono all’interno del film. E’ stato l’intervento del ministro della cultura francese, fan sfegatato del libro, a consentire le riprese, che si sono svolte esclusivamente in notturna.

Dan Bronw è oggi in “crisi creativa” e ha rimandato di un anno la pubblicazione del suo prossimo romanzo, inquanto lamenta la mancanza di ide valide. Intanto si gode l’immenso patrimonio frutto del successo planetario del libro.

Il film è uscito in contemporanea mondiale venerdì 19 maggio 2006, dopo una anteprima non proprio entusiastica a Cannes. Il primo giorno di programmazione italiana è stato da record: Distribuito in ben 910 sale dello stivale, il film di Ron Howard ha incassato in un giorno più di 2 milioni di Euro, cifra mai sfiorata prima in Italia. I giudizi del pubblico sono stati controversi: Per alcuni il film era un fedele resoconto del libro, per altri era noioso o difficile da seguire. In ogni caso l’obbiettivo principale è stato centrato e l’incasso è record!

Ice Age 2: Il disgelo

Ice Age 2La prima recensione di Principessa è dedicata ad uno dei film più attesi ed esilaranti di questa stagione, il seguito altrettanto divertente di uno dei cartoni animati digitali di maggior successo della storia: Godetevi quindi la seconda Era Glaciale!

Scrat – lo scoiattolo dai denti a sciabola

Diego – la tigre dai denti a sciabola

Sid – il bradipo

Manfred (Manny) – il mammut

Ellie – la mammut

Crash & Eddie – i due opossum

Ritornano i nostri amici dell’era glaciale in una nuova, divertente avventura. Scrat è sempre impegnato con la sua ghianda, gli esilaranti tentativi di salvarla dall’imminente inondazione causata dal disgelo, oppure dai piranha preistorici.. (son brutti tanto!), oppure dalle zampe della grande aquila, sono i momenti in cui non si può restare fermi in poltrona e ridere, impossibile! Si ride talmente di cuore che sulla poltrona ci sobbalzi.
Nel frattempo Sid ha aperto un parco divertimenti nella vallata, un vero e proprio parco con tanto di piscine e scivoli, geyser, pozze di fango e quant’altro di divertente possa esistere .
Lui, Manny e Diego scoprono che il disgelo sta per far crollare la diga di ghiaccio che protegge la vallata in cui si è raggruppata la colonia, e dovranno convincere tutti a rimettersi in marcia alla ricerca di un luogo più sicuro.
Durante il cammino incontreranno Ellie dolce, tenera, morbida mammutina e i due irrequieti, puzzolenti (e tanto altro …) opossum Crash e Eddie. Manny farà di tutto per essere meno rigido, disarmato dallo spirito libero di Ellie che crede di essere tutt’altro che un grosso, enorme mammut.
Intanto Diego dovrà affrontare l’unica cosa di cui ha paura, l’unica cosa cui davanti il suo enorme coraggio viene meno.
Sid invece troverà dei suoi simili, che gli offriranno una divertente, inaspettata, glaciale .. sorpresa. Ma .. ci sono anche dei cattivi in questo film, non ve l’ho detto? Eh sì, però .. come succede nelle belle storie .. non l’avranno vinta.

Il Codice Da Vinci (il film)

Il Codice Da VinciEsce oggi nelle sale cinematografiche di tutto il mondo il film più atteso dell’anno, oggetto di controverse polemiche da parte degli ambienti cattolici e non solo. Il “Codice” dopo l’anteprima di Cannes è pronto al giudizio più grande, quello del box office. Lusoria vi anticipa qualcosa in attesa di vederlo per voi!

Dopo un’attesa spasmodica e milioni su milioni di copie del libro omonimo vendute, esce oggi in contemporanea in tutto il mondo, il film tratto dal best seller di Dan Brown, diretto dal bravo Ron Howard (Apollo 13, Fuoco Assassino, A beautiful mind, Cinderella man) ed interpretato dal pluripremiato Tom Hanks (Oscar per Philadelphia, interprete tra l’altro di Apollo 13, il miglio verde, e tanti altri successi), dalla deliziosa Audrie Tatou (Il fantastico mondo di Amelìe, Una lunga domenica di passioni) e dal bravissimo Sir Ian McEllen (che sarà nelle sale dalla prossima settimana anche con X-Men III, oltre ad essere stato il Ghandalf della trilogia di Peter Jackson).
L’aspettativa attorno al film è alta, forse perchè mai tante persone avevano letto un libro che poi sarebbe diventato un film, rendendo quindi “normali” le aspettative del grande pubblico. Intanto bisogna registrare che l’anteprima a Cannes ha svelato un film controverso, accolto freddamente se non peggio, con fischi e brusii, sia dalla critica professionista che dal pubblico pagante. Il film è stato indicato da chi lo ha visto come lento e macchinoso, oltre che prolisso, generando quindi nomignoli e appellativi vari, tra i quali evidenziamo “codice flop” e “codice da sbadigli”. E’ inefetti raro che pubblico e critica siano unanimi nel giudicare un film e questo fa in qualche modo pensare che ci troveremo davanti ad un flop multimiliardario (visto il budget faraonico speso da Columbia), che potrebbe quindi deludere i milioni di persone che hanno letto il libro negli anni scorsi.
Tutto ciò sarebbe reso ancora più grave, dal fatto che per rendere “perfetto” questo blockbuster, sono stati arruolati un grande regista e grandi attori holliwoodiani, a corollario di una sceneggiatura tratta da un libro nato apposta per divenire un film. I pezzi del puzzle ineffetti sembravano tutti incastrati al posto giusto, ed infondo anche le critiche e le polemiche della vigilia (accuse di plagio all’autore del libro, “rivolta” degli ambienti cattolici per via di certe insinuazioni contenute nella trama e che non anticipo, anche se il libro l’hanno letto davvero in tantissimi, oltre che accuse all’insegna della vera immagine dell’ Opus Dei, che l’autore descrive con parole non proprio positive) sono sembrate un furbo corollario per amplificare il già maestoso battage pubblicitario. Insomma, fino a qualche ora fà, il Codice Da Vinci rappresentava la macchina perfetta per sfornare milioni a palate (e l’ora straricco Dan Brown ce ne potrebbe dare conferma), invece l’anteprima di Cannes sembrerebbe aver “incrinato” un ingranaggio del costoso giocattolo. Chiaro che sono solo insinuazioni, del resto il film non l’ho ancora visto, e tali rimarrano fino a domani sera quando anche io avrò visto il film al cinema. Di sicuro il libro l’ho letto e posso dire che parlo con cognizione di causa quando dico che era il perfetto esempio di prodotto commerciale da trasformare in film. Evito ogni commento storico o religioso perchè non ho una cultura tale da permettermi opinioni “tecniche” su quanto ipotizzato nel libro stesso. Posso dire che è comunque un romanzo veloce, coinvolgente ed a tratti affascinante, seppur allo stesso tempo superficiale e palesemente privo di concrete basi storiche. Ma da uno scrittore americano non ci si poteva aspettare molto di più. Ora la taglio corta e vi preannuncio la recensione del film vero e proprio, nei prossimi giorni.

Buon “codice” a tutti!