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Il nuovo forum è ufficialmente online

Dark ButaEbbene si! Malgrado il tempo tiranno, le difficoltà, i problemi tecnici, la mancanza di una adsl a casa, le ferie, gli acciacchi e così via, siamo riusciti a sistemare il forum con danni minimi e zero perdite di contenuti. Ecco quindi a voi un forum “nuovo di zecca”. Speriamo vi piaccia e che premiate i nostri sforzi con presenze frequenti! Aiutateci a crescere!

Vediamo di spiegare cosa c’è di nuovo:

Dal punto di vista tecnico, il forum è completamente nuovo. Si tratta dell’ultima release di phpbb, che si discosta molto in termini di programmazione (e sopratutto di vulnerabilità), dalla ormai vetusta versione che utilizzavamo in precedenza. Considerate che questo forum era online ormai da quasi tre anni e non avevamo mai aggiornato la board (mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa).

La conseguenza è stata essere presi di mira da vari hacker a causa delle palesi e “sputtanatissime” vulnerabilità che avevamo sottovalutato. Visto che il forum non è molto frequentato, non pensavamo sarebbe stato preso così di mira e comunque credevamo che il gioco sarebbe durato poco. Invece dopo vari attacchi avvenuti nell’arco di giugno, Aruba ci ha chiesto di fixare subito il forum, per evitare come conseguenza la chiusura del sito. Avevano ragione, abbiamo messo a repentaglio la sicurezza di tutto il loro server e con esso di tutti i siti ospitati oltre al nostro.

Quindi in qualche modo vanno le nostre scuse, non solo ai tecnici di Aruba ai quali abbiamo dato rogne (faccio lo stesso mestiere, quindi lo capisco), ma sopratutto agli utenti degli altri siti che sono stati spenti per “colpa” del nostro. Ora speriamo di essere più sicuri, vista la versione aggiornata. Se così non dovesse essere, la soluzione futura sarà una tra le seguenti due:

A) Chiudere il forum in via definitiva.

B) Passare a VBulletin (che però si paga, quindi ne dovrà valere la pena…)

Vedremo, ai posteri l’ardua sentenza.

Sul piano smaccatamente grafico, abbiamo scelto di modificare completamente lo stile del forum, che in precedenza non era per nulla armonioso con il resto del sito. Questo nuovo template ci piace decisamente. Non è escluso che adatteremo in futuro la grafica anche al sito.

Dal punto di vista del funzionamento, nulla di nuovo o di diverso.

Infine, per quanto riguarda i problemi post upgrade, ci sono solo alcuni difetti per la gestione degli utenti e dei permessi della vecchia versione, importati a forza nella nuova.

L’impatto però è pressochè zero per gli utenti, impatta solo sullo staff e sugli utenti con diritti “speciali”. Stiamo cercando di risolvere il tutto per permettere a chi ne ha necessità, di accedere alle sezioni private.

Grazie a tutti dell’attesa paziente.

Malgrado tutto siamo tornati!

Garfield 2

GarfieldNuovo articolo della nostra Principessa, che questa volta, frenate le risate, si arma di “carta&penna” per recensire il seguito del film dedicato al cinico gattone dei fumetti. Scopriamo assieme a lei in quali disavventure si imbatte stavolta il micione goloso di lasagna e vediamo chi coinvolgerà nelle sue travolgenti avventure.

Garfield, il gatto più sornione, goloso, dispettoso e.. felino, torna con una nuova avventura.
Insieme al compagno di giochi, il cane Odie, sbarca all’insaputa del suo padroncino John (Breckin Meyer) in quel di Londra, dove John ha raggiunto la sua fidanzata Liz ( Jennifer Love Hewitt).

Durante questi frangenti però nei pressi di Londra, un altro gatto del tutto simile a Garfield, di nome Principe XII , eredita dalla sua padrona il castello in cui vive con altri animali, da lei protetti. Lord Dargis, secondo in successione a Principe, però vuole sbarazzarsi di lui per avere l’intera eredità, Garfield si ritrova così ad essere scambiato per Principe, il quale prenderà a sua volta il suo posto. Riscopriamo così la storia del principe e del povero. Garfield vive negli agi e nel lusso, seguito da una schiera di sudditti, animali ed umani, mentre Principe viene coccolato solo dall’affetto di John che lo ha ritrovato a zonzo per le vie di Londra.
Il caos che porta Garfield all’interno della lussuosa residenza ne sconvolge la tranquilla armonia dei gesti quotidiani e cerimoniali. Per entrambi i mici la Lasagna diventa un punto d’appoggio, per Garfield che insegna agli animali come si cucina, e ne diventano pazzi, per Principe una deliziosa quanto mai ghiotta scoperta, di cui non potrà più fare a meno.Gli incontri-scontri rocamboleschi di Garfield/Principe con Lord Dargis, o a spese di questo, sono l’anima del film, che oltre ad avere molta azione è costruito su una solida struttura narrativa.

La risata è assicurata, da un superbo lavoro nell’espressione grafica di un Garfield che pare più che vero, con sguardi quasi umani, e da una interpretazione duale di Fiorello che doppia sia Garfield sia Principe in modo maestrale.

American Gods, di Neil Gaiman

American Gods, di Neil GaimanNuova recensione del prolifico Nemo, che dopo aver esplorato le escursioni letterarie del geniale Stan Lee, papà dei supereroi Marvel più famosi, dedica la sua attenzione ad un altro mostro sacro del mondo delle sceneggiature dei comics: Neil Gaiman. American Gods vi piacerà e la panoramica proposta da Nemo stuzzicherà la voglia di leggere questo libro.

Un sicuro vantaggio che offre una fumetteria invece di un’edicola è la cernita che fa l’attento “fumettaio” di quello offre il mercato editoriale, ed è con sorpresa che entrando ho trovato questo libro che ovviamente ho comprato.

Neil Gaiman, inglese, attualmente vive nel Minnesota (US), è principalmente l’autore di SandMan e qui ho detto molto e tanto di cappello. Neil, grande sognatore e creativo nel campo dei comics (Marvel 1602 l’ultima creatura) attualmente si sta dedicando molto allo scrivere romanzi e questo mi fa piacere in quanto questo American Gods è un ottimo libro.

Un tuffo veloce al sito di riferimento dell’autore è d’obbilgo: www.neilgaiman.com

Il libro parla di Shadow, che uscito di prigione viene assunto da Mr. Wednesday come suo tuttofare: Shadow scoprirà un mondo americano dove niente è quello che sembra e dove lavori comuni servono a nascondere le vere identità di Dei maggiori e minori dei vari culti nel mondo, portati negli USA per mezzo delle tradizioni popolari, e costretti a sopravvivere in un America priva di propri Dei, dove la mitologia non è mai esistita e dove queste copie mitologiche degli Dei europei devono accettare la regola primaria della loro esistenza ovvero che un Dio senza adoratori è nientemeno che una semplice persona, al massimo capace di qualche piccolo giochetto magico e dove Mr. Wednesday sapientemente manovrerà per combattere una battaglia finale e raccogliere il maggior favore possibile riconquistando in tal modo la propria dignità di Dio maggiore. Chi è Mr. Wednesday e della battaglia finale lo scoprirete leggendo questo bel libro, e forse scoprirete quanto alla fine un essere umano possa fermare la volontà degli Dei.

Un libro ottimamente scritto, edito nella collana “Piccola Biblioteca Mondadori”, nr. 335, in un comodo formato tascabile, impaginato in modo eccelso e stampato su carta ruvida piacevole al tatto (credo sia carta riciclata) al prezzo popolare di 9€.

Superman Returns

Superman returnsPoteva mancare un inviato della crew di Lusoria all’anteprima nazionale del blockbuster holliwoodiano del 2006? Potevano mancare un manipolo di appassionati di fumetti alla prima del nuovo film ispirato al più celebre supererore di tutti i tempi, diretto da uno dei più grandi registi della nuova generazione, già “papà” dei primi due X-Men? La risposta, ovviamente è NO… Buona lettura.

Premetto doverosamente a chi si prepara a leggere questa recensione, che potrei essere “negativamente” di parte in quanto non sono un amante dei supereroi troppo buonisti, icone americane esasperatamente anacroniste, dei quali Superman incarna il prototipo. Ciò nonostante ho visto di buon grado questo film, certo che il talento di Bryan Singer avrebbe saputo ben rimiscelare gli ingredienti di questo format, attualizzando e rendendo un pò più credibile in senso “morale”, il supereroe dalla tuta blu.
Non mi sono sbagliato: Singer riesce ad attualizzare un personaggio difficile senza per altro far rimpiangere l’amato Christopher Reeve, volto storico di Superman, fino dal 1978, anno del primo film, diretto dallo specialista di action-movies, Richard Donner (Arma Letale) e sceneggiato da Jerry Siegel, creatore di Superman oggi scomparso, ma citato nei credits di Superman Returns inquanto creatore dei personaggi originali.
Il parallelo che si crea tra i “vecchi” film del “superuomo” e questo sequel è inevitabile, ma gestito ad arte da Singer, che decide di non tuffarsi in un remake, ma di riprendere parte della time-line dei film originali, facendo “tornare” sulla terra Superman, il quale si è allontanato alla ricerca dei resti del proprio pianeta natale, Kripton, salvo poi ritornare dopo 5 anni sulla Terra, giusto in tempo per salvare Lois Lane da un incidente aereo. Le sorprese però saranno molteplici e shockanti per Superman / Clark Kent, il quale riprenderà il suo posto di cronista al Daily Planet e scoprirà presto che il suo più acerrimo rivale Lex Luthor è ancora in circolazione.

Esaurita una rapida panoramica della trama, l’attenzione non si può non focalizzare sul cast di prim’ordine scelto dal regista per ridare vita ad un mito del cinema degli anni ottanta: Eccezion fatta per il protagonista, Brandon Routh, attore esordiente scelto per la sua notevole somiglianza al compianto Reeve, il resto degli interpreti è formato da personaggi di rilievo di Hollywood, primo tra tutti il sempre bravissimo Kevin Spacey, che da vita magistralmente ad un geniale ed odioso Lex Luthor. Personalmente lo preferisco di granlunga al grottesco e a volte troppo “comico” personaggio incarnato da Gene Hackman nei primi film. Spacey si cala perfettamente nel ruolo, dosa ironia e cinismo in una miscela perfetta. In una parola, funziona! Altro attore importante è Frank Langella, che veste i panni del direttore del Daily Planet, Perry White, in maniera decisamente aderente al personaggio dei fumetti. Il ruolo di Lois Lane va alla graziosa, ma tutto sommato incolore,forse troppo giovane coi suoi 23 anni, Kate Bosworth. Tra gli altri attori del cast, segnaliamo un simpatico Sam Huntington, nel ruolo del simpatico fotografo Jimmy Olsen e Parker Posey nei panni di una quanto mai frivola, ma tutto sommato ingenua, Kitty Kowalski. Nel cast c’è anche spazio per “un infiltrato”, ovviamente parlo dell’attore James Marsden, che dopo tre film nei panni dell’X-Men Scott Summers (Cyclope), abbandona il gene mutante (e l’universo Marvel), per entrare da comprimario senza superpoteri in quello DC, e nel cuore di Lois (ma fino a che punto?), con la quale condivide la vita ed un figlio di cinque anni. Il suo personaggio, Richard White, è uno dei capi redattori del “Planet”, nonchè nipote di Perry White.
clicca per ingrandireFacciamo un rewind e dedichiamo, a fine analisi, qualche riga al protagonista del film, questo Brandon Routh, attore di bella presenza e belle speranze, che dopo l’esordio televisivo in telefilm di successo quali Will&Grace e Cold Case, viene senza dubbio scelto per la sua effettiva somiglianza somatica con Christopher Reeve, che nell’immaginario collettivo americano E’ Superman! Grazie ad un make-up curato, la somiglianza si rende ancora più marcata, nel tentativo, forse opinabile, di avvicinare il ventisettenne attore originario dell’Iowa a Reeve. Personalmente trovo tale scelta ingiusta. Reeve era un’icona e tale doveva rimanere, indiscussa. Non era necessario creare un sosia per dare successo al nuovo Superman. Nel 2006, una bella inversione di rotta non sarebbe stata sbagliata, ed avrebbe comunque contribuito ad attualizzare un personaggio nato in un’altra epoca, l’americano non americano, dal cuore limpido e dai valori ineccepibili, che forse oggi è poco credibile.
In questo, in ogni caso Singer non cade in fallo e riesce comunque a rendere più “umano” il superuomo, rendendolo preda di conflitti interiori decisamente più moderni di quelli che si potevano percepire nei precedenti film. Inoltre Superman non è perfetto, può perdere o sbagliare anche lui. Cosa che tutto sommato sorprenderà egli stesso. Ma è giusto così. Un supereroe perfetto è molto meno credibile e coinvolgente di un rabbioso Wolverine o di un delirante e psicotico Bat Man. Almeno secondo me.

Il voto da dare a questo film è sicuramente alto, tecnicamente è stupefacente, ma dal regista di film come “I soliti sospetti” e sopratutto di “X-Men”, non potevamo chiedere di meno. Rimane la curiosità di sapere come mai Singer abbia “tradito” l’universo Marvel per tuffarsi nel continum della concorrente DC. La risposta è forse banale: Bryan Singer si è definito un fan di Superman fin da bambino e quindi era naturale per lui accettare l’offerta di dirigere la rinascita del supereroe preferito, suo e di milioni di appassionati di tutto il mondo.
Vi lascio con due piccole curiosìtà: Nel film appare grazie all’uso di materiale d’archivio, il mito Marlon Brando, che veste ancora una volta i panni di Jor El, padre di Superman. Inoltre vi segnalo un cameo, citato nei titoli di coda, di Peta Wilson, la Nikita della serie TV. Tenete quindi d’occhio le sequenze iniziali del film, quando Lois si trova sul Boing ;-)

Il Cast di Superman Returns:

Brandon Routh …. Clark Kent/Superman

Kate Bosworth …. Lois Lane

Kevin Spacey …. Lex Luthor

James Marsden …. Richard White

Parker Posey …. Kitty Kowalski

Frank Langella …. Perry White

Sam Huntington …. Jimmy Olsen

Eva Marie Saint …. Martha Kent

Marlon Brando …. Jor-El (immagini di repertorio tratte dal primo Superman)

Kal Penn …. Stanford

David Fabrizio …. Brutus

Diretto da …. Bryan Singer (“I soliti sospetti”, “X-men”, “X-men 2″)