Poteva mancare un inviato della crew di Lusoria all’anteprima nazionale del blockbuster holliwoodiano del 2006? Potevano mancare un manipolo di appassionati di fumetti alla prima del nuovo film ispirato al più celebre supererore di tutti i tempi, diretto da uno dei più grandi registi della nuova generazione, già “papà” dei primi due X-Men? La risposta, ovviamente è NO… Buona lettura.
Premetto doverosamente a chi si prepara a leggere questa recensione, che potrei essere “negativamente” di parte in quanto non sono un amante dei supereroi troppo buonisti, icone americane esasperatamente anacroniste, dei quali Superman incarna il prototipo. Ciò nonostante ho visto di buon grado questo film, certo che il talento di Bryan Singer avrebbe saputo ben rimiscelare gli ingredienti di questo format, attualizzando e rendendo un pò più credibile in senso “morale”, il supereroe dalla tuta blu.
Non mi sono sbagliato: Singer riesce ad attualizzare un personaggio difficile senza per altro far rimpiangere l’amato Christopher Reeve, volto storico di Superman, fino dal 1978, anno del primo film, diretto dallo specialista di action-movies, Richard Donner (Arma Letale) e sceneggiato da Jerry Siegel, creatore di Superman oggi scomparso, ma citato nei credits di Superman Returns inquanto creatore dei personaggi originali.
Il parallelo che si crea tra i “vecchi” film del “superuomo” e questo sequel è inevitabile, ma gestito ad arte da Singer, che decide di non tuffarsi in un remake, ma di riprendere parte della time-line dei film originali, facendo “tornare” sulla terra Superman, il quale si è allontanato alla ricerca dei resti del proprio pianeta natale, Kripton, salvo poi ritornare dopo 5 anni sulla Terra, giusto in tempo per salvare Lois Lane da un incidente aereo. Le sorprese però saranno molteplici e shockanti per Superman / Clark Kent, il quale riprenderà il suo posto di cronista al Daily Planet e scoprirà presto che il suo più acerrimo rivale Lex Luthor è ancora in circolazione.
Esaurita una rapida panoramica della trama, l’attenzione non si può non focalizzare sul cast di prim’ordine scelto dal regista per ridare vita ad un mito del cinema degli anni ottanta: Eccezion fatta per il protagonista, Brandon Routh, attore esordiente scelto per la sua notevole somiglianza al compianto Reeve, il resto degli interpreti è formato da personaggi di rilievo di Hollywood, primo tra tutti il sempre bravissimo Kevin Spacey, che da vita magistralmente ad un geniale ed odioso Lex Luthor. Personalmente lo preferisco di granlunga al grottesco e a volte troppo “comico” personaggio incarnato da Gene Hackman nei primi film. Spacey si cala perfettamente nel ruolo, dosa ironia e cinismo in una miscela perfetta. In una parola, funziona! Altro attore importante è Frank Langella, che veste i panni del direttore del Daily Planet, Perry White, in maniera decisamente aderente al personaggio dei fumetti. Il ruolo di Lois Lane va alla graziosa, ma tutto sommato incolore,forse troppo giovane coi suoi 23 anni, Kate Bosworth. Tra gli altri attori del cast, segnaliamo un simpatico Sam Huntington, nel ruolo del simpatico fotografo Jimmy Olsen e Parker Posey nei panni di una quanto mai frivola, ma tutto sommato ingenua, Kitty Kowalski. Nel cast c’è anche spazio per “un infiltrato”, ovviamente parlo dell’attore James Marsden, che dopo tre film nei panni dell’X-Men Scott Summers (Cyclope), abbandona il gene mutante (e l’universo Marvel), per entrare da comprimario senza superpoteri in quello DC, e nel cuore di Lois (ma fino a che punto?), con la quale condivide la vita ed un figlio di cinque anni. Il suo personaggio, Richard White, è uno dei capi redattori del “Planet”, nonchè nipote di Perry White.
clicca per ingrandireFacciamo un rewind e dedichiamo, a fine analisi, qualche riga al protagonista del film, questo Brandon Routh, attore di bella presenza e belle speranze, che dopo l’esordio televisivo in telefilm di successo quali Will&Grace e Cold Case, viene senza dubbio scelto per la sua effettiva somiglianza somatica con Christopher Reeve, che nell’immaginario collettivo americano E’ Superman! Grazie ad un make-up curato, la somiglianza si rende ancora più marcata, nel tentativo, forse opinabile, di avvicinare il ventisettenne attore originario dell’Iowa a Reeve. Personalmente trovo tale scelta ingiusta. Reeve era un’icona e tale doveva rimanere, indiscussa. Non era necessario creare un sosia per dare successo al nuovo Superman. Nel 2006, una bella inversione di rotta non sarebbe stata sbagliata, ed avrebbe comunque contribuito ad attualizzare un personaggio nato in un’altra epoca, l’americano non americano, dal cuore limpido e dai valori ineccepibili, che forse oggi è poco credibile.
In questo, in ogni caso Singer non cade in fallo e riesce comunque a rendere più “umano” il superuomo, rendendolo preda di conflitti interiori decisamente più moderni di quelli che si potevano percepire nei precedenti film. Inoltre Superman non è perfetto, può perdere o sbagliare anche lui. Cosa che tutto sommato sorprenderà egli stesso. Ma è giusto così. Un supereroe perfetto è molto meno credibile e coinvolgente di un rabbioso Wolverine o di un delirante e psicotico Bat Man. Almeno secondo me.
Il voto da dare a questo film è sicuramente alto, tecnicamente è stupefacente, ma dal regista di film come “I soliti sospetti” e sopratutto di “X-Men”, non potevamo chiedere di meno. Rimane la curiosità di sapere come mai Singer abbia “tradito” l’universo Marvel per tuffarsi nel continum della concorrente DC. La risposta è forse banale: Bryan Singer si è definito un fan di Superman fin da bambino e quindi era naturale per lui accettare l’offerta di dirigere la rinascita del supereroe preferito, suo e di milioni di appassionati di tutto il mondo.
Vi lascio con due piccole curiosìtà: Nel film appare grazie all’uso di materiale d’archivio, il mito Marlon Brando, che veste ancora una volta i panni di Jor El, padre di Superman. Inoltre vi segnalo un cameo, citato nei titoli di coda, di Peta Wilson, la Nikita della serie TV. Tenete quindi d’occhio le sequenze iniziali del film, quando Lois si trova sul Boing
Il Cast di Superman Returns:
Brandon Routh …. Clark Kent/Superman
Kate Bosworth …. Lois Lane
Kevin Spacey …. Lex Luthor
James Marsden …. Richard White
Parker Posey …. Kitty Kowalski
Frank Langella …. Perry White
Sam Huntington …. Jimmy Olsen
Eva Marie Saint …. Martha Kent
Marlon Brando …. Jor-El (immagini di repertorio tratte dal primo Superman)
Kal Penn …. Stanford
David Fabrizio …. Brutus
Diretto da …. Bryan Singer (“I soliti sospetti”, “X-men”, “X-men 2″)
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