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F.Compo

F.CompoF.Compo è uscito in edicola a partire dal 2001, mensilmente e si compone di 14 volumetti nel tipico formato giapponese; è stato pubblicato dalla Star Comics sul mensile Starlight. Le tavole di altissima qualità sono disegnate da Tsukasa Hojo, già strafamoso per opere come “Occhi di Gatto” e “City Hunter”.

E’ impossibile rimanere indifferenti leggendo le rocambolesche ed inverosimili vicende della particolarissima famiglia giapponese dei Wakanae: Il giovane studente universitario Masahiko Wakanae, alla morte del padre, resta con un solo parente in vita, lo zio materno Sora Wakanae.

Al nostro protagonista, di primo acchito la famiglia dello zio sembra perfetta: accogliente, simpatica, festaiola, ben disposta ad accoglierlo al suo interno, con l’unico inconveniente rappresentato da sua cugina Shion, la bomba sexy figlia degli zii, che pare avere un carattere davvero diametralmente opposto al suo bell’aspetto fisico.

Tutto pare filare liscio per il mammone e timidone Masahiko, ma i suoi sani principi morali sono destinati ad essere messi duramente alla prova dai segreti della sua nuova e misteriosa famiglia: Lo zio Sora Wakanae è in realtà un famoso mangaka (il Sensei Sora Harukaze, autore del famosissimo manga “Il marchio dei maschi”) che crea i suoi lavori nello studio al piano superiore della casa, assieme a 3 strane e conturbanti assistenti, dette le “Assi”, che Masahiko proprio non riesce ad inquadrare (anche perchè non e’ granchè sveglio, il ragazzo!), specie i loro inequivocabili quanto sfacciati tentativi di sedurlo!!

La zia Yukari, moglie di Sora, è una bellissima donna, ritratto della femminilità e della grazia e la sua somiglianza fisica con la mamma di Masahiko, morta molti anni prima, e’ davvero stupefacente. La pseudo-sorella Shion invece è quanto di più provocante, stuzzicante, disarmante e assolutamente intrattabile si possa immaginare; bella come un’ attrice, agile e forte negli sport più di qualsiasi ragazzo, impudica e apparentemente senza freni morali, rappresenta il vero mistero di tutta la storia.

Già il nostro gruppo di personaggi, come base di partenza, dà vita a tutta una serie di eventi esilaranti, equivoci imbarazzanti e situazioni impossibili; ma nel corso del tempo, altri personaggi si intrufoleranno a viva forza nella famiglia, rinfoltendo il gruppo di simpatici pazzoidi: da Mister Tatsuya, iroso yakuza innamorato della dolce e misteriosa Masami, ad Hako, ex compagna di scuola di Masahiko, decisa ad ogni costo a diventare una mangaka di successo come il suo idolo, Sora-Sensei; poi la rissosa e ambigua Kaoru, sempre in lotta contro il mondo intero; il gruppo di scalcinati cinefili appartenenti all’universita’ di Masahiko, che prima lo costringeranno col vile ricatto ad entrare a far parte del loro club per poi usarlo per gli scopi più meschini, dove ovviamente la passione per il buon cinema sconfina nella passione per le .. belle ragazze; fino all’ entrata in scena di tutta la famiglia di Sora-Sensei, capitanata dal padre, un vecchio rinsecchito ma energico e bigotto.

Nel corso della storia, composta da 14 volumetti, si potranno vivere situazioni di ogni genere, sempre condite con un pizzico di ironia: gli scontri con i pregiudizi, le festicciole a base di alcool e streeptease, le difficoltà cui vanno incontro sentimenti puri, sempre alla scoperta del lato nascosto delle persone, della comprensione dell’io piu’ profondo e nascosto; e sempre pare uscirne in conclusione la chiara comsapevolezza dell’importanza della famiglia e dei legami di vero affetto.

Alita Last Order

Alita Last OrderDopo tanto tempo mi ritrovo a scrivere una recensione per Lusoria complice il viaggio sui nostri splendidi treni in modalità Alta Velocità?? Chi l’ha vista?? Ok dopo questa piccola premessa spezza tensione ci occupiamo questa volta di un personaggio molto amato nei manga, parliamo di Alita o più correttamente ma solo per gli addetti, Yoko.

La storia inizia nella Città Discarica, un valente dottore di nome Ido trova tra gli scarti della città volante di Jeru un corpo di un cyborg femminile semidistrutto, probabilmente in seguito ad una battaglia, incuriosito il nostro dottore decide di riparare il cyborg, ma nell’intervento non riesce a recuperarne la memoria,darà il nome Alita alla piccola cyborg che si trova sì senza memoria ma capace di conoscere ed eseguire istintivamente delle tecniche di un’antica disciplina marziale di nome Panzer Kunst disciplina che la accompagnerà per tutti i cicli della storia caratterizzandola nella sua ricerca di se stessa. Così inizia il primo ciclo della storia di Alita, io l’ho recuperato tramite gli 11 volumi della collana Alita Collection più per curiosità che altro e devo dire che nonostante qualche infantilismo la storia è molto bella.

Va bene direte voi che me ne faccio di una serie che è già finita? ebbene attualmente con cadenza che è passata da mensile a bimestrale si trova in vendita la nuova serie, appunto ribattezzata Alita Last Order, la serie riparte dalla fine del primo ciclo, la nostra Alita-Yoko è stata distrutta da una trappola bomba di un altro personaggio chiave il Prof. Destiny Nova.. che la ricreerà in laboratorio con un corpo nuovo, “imaginos body” corpo dalle infinite possibilità (piano piano vi racconto qualcosa per rovinarvi la sorpresa:D ) Cosa caratterizza questa saga tra le quintalate di nuovi prodotti che ogni anno i paesi asiatici ci presentano? Bene allora tanto per iniziare questo fumetto è considerato un cult, inoltre incarna una buona dose di combattimenti un insieme di tecniche di combattimento, alcune alquanto ridicole alcune molte più elaborate, troviamo il karate dello Spazio, tecniche ninja,e amenità varie, infine naturalmente il Panzer Kunst tecnica di guerra nata su Marte più di 200 anni prima del periodo mooolto futuro dei nostri tempi, tecnica che serviva per mettere in condizioni un essere umano di sconfiggere cyborg meccanici e enormemente efficace contro avversari di dimensioni enormi, da ciò vedrete la nostra cyborg dal cervello umano e dal corpo meccanico combattere e vincere avversari varie volte + grandi e forti di lei in un turbine di combattimenti e tecniche sempre più fantasiose e complesse. Il fumetto ci racconta come Alita cerchi di trovare il suo scopo all’interno di questa società, il tutto condito da un continuo riferimento al karma e alla filosofia tantrica e amore, dopotutto Alita altro non è che una versione riveduta del burattino di legno che in fondo è molto + umano di un essere umano:D Ok cos’altro c’è da raccontare sul fumetto?

Vediamo un pò aggiungo al pacco in regalo senza spese accessorie il fatto che nel mondo di Alita il concetto di morte non è sempre definitivo, è possibile ricreare un perfetto clone del soggetto deceduto se il cervello non viene danneggiato, dal cervello si ricavano i ricordi le esperienze, si reimpiantano in un nuovo clone e zac magia fatta si elude il problema della morte, d’altronde non vi ho forse raccontato che la nostra Alita ha (stimati) almeno duecento anni?? In sostanza un fumetto che per le diradate uscite, il nome storico nel campo del fumetto giapponese, bei disegni e per la bella storia ancora senza fine (ma io la so hihi e mi sono rovinato la sorpresa uhuh) è senz’altro da consigliare a chi cerchi un fumetto maturo e una piacevole lettura mensile/bimensile

Alita last order è il seguito della serie originale, Alita e riprende le vicende che terminano nella seconda edizione, Alita Collection, nella quale l’autore originale ha modificato il finale precedente che si dimostrava conclusivo, per proporre questo nuovo sviluppo della storia.
La versione originale della prima serie di Alita, risulta al momento esaurita in Italia ed era distribuita, come la collection, da Panini Comics (all’epoca della pubblicazione denominata Planet Manga).

Kingdom Come

Kingdom ComeIl volume si presenta con le somiglianze di una bibbia, l’effetto è decisamente voluto, la rilegatura, la copertina in finta pelle, il titolo e la mancanza di disegni ma solo di un simbolo la S di Superman. Alla sua uscita il volume costava la bellezza di 30.000 £ attualmente sembra che sia introvabile, ne capisco la ragione è una delle migliori opere abbia mai letto e sono fiero di poterlo sfoggiare nel ripiano CULT, sinceramente ora come ora arriverei a spendere anche 30€ per comprarlo .

Diciamocelo un pò tutti: Superman piace a pochi e quei pochi di solito si stancano e lo mettono da parte dopo qualche anno e spesso anche meno di collezioni, io stesso ho ricominciato ad appassionarmi a Sup quando pubblicarono la storia della sua morte, ho seguito la storia per altri dieci numeri dopodiché la noia è tornata sovrana. Semplicemente Sup è talmente forte che non avrebbe nessun tipo di problemi a debellare la criminalità ma allo stesso tempo prevale una buona sorte di buonismo per cui Sup non ammazza mai… naturale che poi uno alla fine si stanca, Superman è stato creato e sviluppato per un ambiente ridondante ovvero prima o poi fa sempre le stesse cose allo stesso modo, si ritrova a combattere sempre con gli stessi nemici, insomma chi lo trova ancora appassionante mi mandi un email con le ragioni a me sfugge.
La storia che sto per recensire dispone di uno starring di tutto rispetto diciamo che oltre a Sup ritroviamo Wonder Woman, Batman, Lanterna Verde, Flash, Capitan Marvel, Lex Luthor etc etc etc.. praticamente l’universo DC al completo, all’inizio ero interessato e sospettoso poiché questi rimpinzamenti sono da copertura a storie scialbe (ricordo di seguiti su seguiti di ammucchiate di personaggi DC che morivano, resuscitavano, venivano reimportati da realtà parallele..) invece mi sono dovuto ricredere in toto, se posso fare delle critiche posso solo dire che Flash viene lasciato quasi in terzo ruolo e che il volume alla fine dispiace sia finito. Tutti i personaggi sono stati ridisegnati specie nei costumi, lo sfondo dello stemma sul costume di Superman sarà nero, nero come un lato oscuro! La storia si svolge 10 anni nel futuro, i supereroi si moltiplicano e ne nascono di nuovi (dove l’avranno trovato il tempo? J), i nuovi supereroi sono più spietati dei vecchi oramai il crimine è ridotto al minimo e tutti questi Watchmen (cito cito) si combattono tra loro terrorizzando gli esseri umani. Superman si è ritirato dopo che il Joker ha gasato il Daily Planet, vi ricordate che ci lavorava anche Diana? Bene ora Superman è solo, il supereroe (Magog) che ha catturato il Joker lo ha anche giustiziato, strappo nella continuity dell’universo DC. Naturalmente il super ragazzone ha portato in giudizio quest’ultimo per assassinio, la stampa e con lei la comunità di Metropolis ha mostrato gratitudine invece che ripudio per il fatto, inoltre Magog è stato preferito come supereroe destinato a proteggere la città, Superman amareggiato ha rifiutato il confronto chiesto da Magog per ritirarsi in esilio. Questo è un punto molto interessante poiché Clark Kent si è reso conto di non essere più al passo con i tempi, insieme a lui gli storici pezzi da 90 del club DC hanno fatto la stessa cosa, tranne Batman che ormai vecchio e sorretto da un esoscheletro continua dalla sua batcaverna a combattere la criminalità di Gotham. A proposito, Batman ha rivelato la sua identità di Bruce Wayne e la sua villa è stata distrutta dai suoi nemici, come cambiano le cose stabili da anni eh? La Terra è completamente schiava delle azioni indisciplinate dei nuovi supereroi Magog e la sua banda per fermare il Parassita causano accidentalmente un’ esplosione atomica, l’intero Kansas viene devastato ed essendo il produttore nazionale di grano mette l’America in ginocchio. Wonder Woman provvederà a far tornare all’opera Superman che addirittura costruirà una prigione, (un Gulag) per tutti quelli che non vogliono unirsi alla sua squadra, far parte di questa squadra implica responsabilità che vanno di pari passo con il proprio potere, non direi un comportamento alla Superman vecchio stile, decisamente no, più un reclutamento forzato. Come in ogni storia le cose arrivano al punto critico il Gulag sta per essere distrutto ed i suoi occupanti stanno per evadere, a dare man forte ai prigionieri ci pensa Capitan Marvel a cui Lex Luthor ha somministrato delle sostanze che ne hanno cambiato la personalità inducendolo a credere che tutti i supereroi siano dei mostri e che l’unico modo per liberarsene è farli uccidere l’un l’altro. Superman si scontrerà con il vecchio amico Capitan Marvel (Billy Batson) in una lotta tra titani mentre intorno a loro combattono e si uccidono, vecchi e nuovi supereroi, la cosa alquanto tragica di per sé è aggraviata dal fatto che l’ONU ormai succube e terrorizzata da questi nuovi supereroi deciderà di ucciderli tutti. Dopo la malefatta del genere umano Superman scatenerà la sua rabbia “Dopo dieci anni Superman ha alfine dato libero sfogo ad un’ira che farebbe tremare satana in persona” contro il palazzo dell’ONU e le persone al suo interno…. E qui mi fermo nel raccontare la storia di cui ho fatto un supersunto omettendo moltissime cose, la storia va letta perché è un capolavoro di prima classe. La storia è creata con un’abile regia, i disegni di Alex Ross sono al top la carta è del tipo lucida, e se gli è stata conferita esternamente l’idea di una bibbia è perché la storia viene narrata da un predicatore che ha perso la sua fede e ha predetto l’apocalisse, illustrata nella storia da Ross indovinate con quali personaggi? “..e quando ebbe gridato i sette tuoni fecero udire la loro voce” Sinceramente il fumetto ha come premessa, per essere letto, che dietro ci siano le basi di come agisce Superman altrimenti non si apprezza in pieno il conflitto interiore e le decisioni che deve prendere. Se proprio vi serve qualche altro incentivo per rimediarne una copia vi potrei dire che ci sono degli sketch box alla fine, cinque pagine zeppe dei riferimenti e citazioni (tipo Top10) nel volume, un albero genealogico e altre chicche da collezionista. Inoltre sono presenti nei negozi specializzati dei poster raffiguranti delle tavole rappresentative dei gruppi di personaggi. Vi serve proprio un ulteriore incitamento? Non leggete altrimenti vi rovinerete la sorpresa. Superman avrà un figlio a voi indovinere chi ha sostituito Diana e chi sarà il mentore del semidio.

Berserk

BerserkBerserk, il capolavoro dell’autore giapponese Kentaro Mijura, scritto dall’autore di Hokuto No Ken, Bronson, è ormai un cult in Italia, tanto da essere stampato in due differenti edizioni, quella classica e la collection, entrambe edite da Panini Comics, tramite il brand Planet Manga.

Con una breve parentesi vi dico che ho dei gusti strani su cosa sia importante in un fumetto, dopo tanti albi letti ho messo definitivamente al primo posto la qualità delle storie. Pensateci un momento, un albo come Superman ha delle bellissime tavole, eppure la gente si è stufata di vedere qualcuno volare, essere indistruttibile alla lunga diventa monotono, tanto è vero che la DC per risvegliare l’interesse sul suo personaggio simbolo si è inventata l’idea di farlo morire per poi farlo risorgere; quella è stata veramente una bella storia, ma il resto è acqua sotto i ponti. Berserk è diverso, a mio avviso non è possibile definirlo, inserirlo in una categoria di fumetti nella massa, non gli si addice. Il maestro Kentaro Miura ci racconta la storia di un bambino di nome Gatsu, nato da una madre morta impiccata sotto un albero, raccolto e cresciuto da una banda di soldati mercenari, il tutto ambientato in un medioevo europeo che Miura ha ricreato leggendo testi di storia, quindi non vi state a domandare di quale nazione si parla né tantomeno di che periodo preciso, prendete come posto di riferimento l’impero delle Midlands. La prima cosa che Gatsu impara alla tenera età di 8 anni è l’arte della spada, un mercenario guadagna usando la spada ed è quello che il padre adottivo, nonché capitano della banda dei mercenari insegna a Gatsu. Niente rose e fiori nella vita del nostro personaggio quindi, ma solo violenza, le battaglie e il desiderio di rimanere in vita: basterebbe questo per attirare l’attenzione verso la lettura di qualche albo, ma cosa succede se il più forte guerriero umano si scontra contro demoni, o peggio, veri e propri Dei (maligni)? Gatsu perde un’ occhio ed un braccio, ma ciononostante la sua battaglia con la vita continua, con scene di amore e combattimenti. L’arte è nell’aver ideato una storia in cui noi osserviamo la vita di Gatsu, e come tale Miura ben si guarda dal rilevarci che esito, o che svolte avrà la vita del nostro protagonista, indiscutibilmente il percorso di Berserk è una strada incerta, Gatsu sarebbe dovuto morire durante l’eclisse ma con la sua volontà si è opposto, “il filo del Karma è stato spezzato”, da adesso Gatsu non ha più un destino scritto. Nelle bellissime scene dei combattimenti troviamo un guerriero che usa una spada gigantesca “Era un oggetto troppo grande per chiamarlo spada, troppo spesso, troppo pesante e troppo grezzo, Non era altro che un blocco di ferro”. Taglia a metà senza difficoltà con un unico colpo cinque uomini in armatura, viene ferito perde sangue, spesso rimane in bilico tra la vita e la morte, è costretto a prendere decisioni spesso immorali: bene, questo e molto, molto altro è Berserk. Lo si potrebbe descrivere come un uomo roso dal sentimento dell’odio, del terrore e della rabbia e dall’incertezza del domani.

Spero di avervi incuriosito abbastanza per farvi leggere almeno un numero di questo fumetto. Piccolo appunto, Berserk è attualmente un “fumetto per adulti” per le scene crude che offre. Se avete a disposizione una fumetteria potrete ancora trovare disponibili i primi numeri della seconda ristampa della Berserk Collection o in alternativa provate tramite il sito della Marvel Italia.

Italia 1 tempo fa trasmise l’anime di Berserk, tralasciamo un doppiaggio indecoroso e varie censure, la serie veniva trasmessa una volta in mezzo alla settimana dopo la mezzanotte e spesso veniva spostata per dedicare più spazio ai vari palinsesti, fortunato chi è riuscito a seguirla tutta. Per chi volesse ovviare sempre nei circuiti specializzati sono in vendita questi episodi in videocassette e DVD, che, tuttavia, non comprendono tutta la storia, ma si fermano, se non erro al numero 24 della serie regolare. Personalmente, preferisco il fumetto, ma la trasposizione dell’episodio della eclisse riesce a trasmettere un tono di vera disperazione.