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Ember – Il mistero della città di luce

EmberTratto da un romanzo scritto negli anni ‘80, ma figlio delle paure dell’era della guerra nucleare di Jeanne Du Prau, è arrivato un po in sordina nelle sale italiane Ember – Il mistero della città di luce, diretto da Gil Kenan ed interpretato da attori di tutto rispetto, a cominciare dal mitico Bill Murray, ma senza dimenticare Tim Robbins ed il grande Martin Landau.

In un’epoca moderna, forse futuribile, un gruppo di “costruttori”, sapienti saggi della Terra, capisce che il mondo in superficie si sta distruggendo, forse per mano dell’uomo, e decide di costruire Ember, una città sotterranea completamente protetta e nascosta. Progettata per durare 200 anni precisi, è tenuta in vita da un generatore elettrico e governata da un Sindaco (Murray) che si è succeduto ad altri sindaci prima di lui. Tutti hanno mantenuto l’ordine e le tradizioni. Tutti hanno fatto si che ogni abitante della colonia svolgesse il proprio ruolo nella comunità (si, il parallelo con i Vault di Fallout viene naturale!) e tutti hanno vissuto serenamente per questi 200 anni. Si, perché duecento anni sono ormai trascorsi, il generatore che generosamente alimenta Ember è sempre più malconcio e causa black out sempre più lunghi e frequenti. Ma tutti ad Ember sembrano aver scordato la speciale valigetta predisposta dai costruttori per aprirsi allo scoccare del duecentesimo anno, per dare la “libertà” agli abitanti della città. Tutti? No, forse non tutti. I due giovani protagonisti di questa fiaba per bambini ed adolescenti prodotta da Walden Media (gli stessi di “Narnia” e di “Un ponte per Terabithia”) sentono il desiderio di scoprire cosa c’è al di là dei tetri e misteriosi confini di una città che sta letteralmente cadendo a pezzi e che, ormai pare chiaro, non si può riparare! Anche le scorte di viveri stanno per finire, eppure tutti, a partire dal sindaco, sembrano insofferenti e fanno finta di non vedere il problema.

Ma la classica buona dose di spirito d’avventura, coraggio e spontanea incoscienza, porteranno i giovani Doon e Lina verso una grande avventura che potrebbe rivelarsi la salvezza di tutti i cittadini di Ember…

Un film natalizio, per giovanissimi, per famiglie e per sognatori in generale. Non violento, pacato e dai toni buonisti. Il richiamo della presenza di Bill Murray è stato forte per me che l’ho visto qualche giorno fa al cinema, e malgrado la sua prova mi sia sembrata un po fiacca, credo che tutto sommato l’atteggiamento fosse da attribuire al personaggio, più che all’interprete. Che dire? Se vi piacciono le “favole moderne”, potete andare a vedere Ember, ma ricordate quanto detto: E’ un film per giovanissimi.

Buona visione e auguri!
Menthor

Wall-E (e il cortometraggio “Presto”)

Wall-E e EveVenerdì scorso è arrivato nelle sale italiane l’ennesimo attesissimo film animato della Disney Pixar, questa volta i temi trattati spaziano dall’amore all’ecologia, alla denuncia sociale.

Andiamo per gradi: Prima della proiezione di Wall-E, come sempre la Pixar ci delizia con un esilarante cortometraggio, questa volta tocca al mago Presto ed al suo coniglietto bianco farci sganasciare dalle risate. I due sono alle prese con uno spettacolo di magia e con un certo languorino da parte del coniglio, al quale è meglio non negare una carotina! Non anticipo nulla di questo piccolo capolavoro che in pochissimi minuti ci permetterà di ridere a crepapelle, se ne volete sapere di più, date un’occhiata al sito ufficiale della Pixar Animation Studio.

Passiamo al lungometraggio: Wall-E è la storia di un futuro non troppo remoto in cui l’uomo ha talmente inquinato e riempito di rifiuti la terra (lasciamo perdere certe amare analogie con la recente realtà italiana) al punto di decidere di partire con gigantesche astronavi per una crociera spaziale di 5 anni (non so se vi ricorda qualcosa… missioni quinquennali, astronavi… boh :p ) in attesa che alcuni robot della serie W.A.L.L.E. (Waste Allocation Load Lifter Earth-class) a fare pile di rifiuti per poi farne cosa non si sa. Qualcosa però andrà diversamente dalle previsioni della prima ora e la razza umana non tornerà più sul pianeta. Il nostro eroe resterà così l’unico esemplare della sua “specie” a rimanere attivo. Wall-E svolgerà indefesso ogni giorno il proprio lavoro, ma non seguendo banalmente un programma, sviluppando una propria personalità, soffrendo di solitudine al punto di prendersi teneramente cura di una specie di insetto unica forma di vita organica presente sul pianeta e sviluppando anche molta curiosità verso la razza umana.
La vita di Wall-E scorre monotona fino all’arrivo inaspettato di una robottina proveniente dallo spazio, chiamata Eve. La nostra coprotagonista farà subito innamorare il povero Wall-E che non diventerà la sua ombra e cercherà in tutti i modi di farsi notare, finché un giorno…

BASTA.

Non vado oltre, non vi ho raccontato troppo, ma spero di avervi incuriosito al punto di spingervi ad andare al cinema a vedere l’ennesimo trionfo dell’animazione made in Pixar. Questa volta ci troviamo difronte ad una trama forse meno originale rispetto ai precedenti, con spunti che attingono a piene mani dai classici della fantascienza del ventesimo secolo e con spunti sicuramente degni di lode, per la denuncia ecologista e sociale che propongono, come già visto in “Nemo” dove si cercava di non stigmatizzare il “diverso”.
Wall-E non è tenerissimo?La realizzazione tecnica seppur impeccabile è resa comunque meno difficile rispetto a quanto proposto con il superlativo topino Remì protagonista del precedente successo, Ratatouille, dalla scelta di creare personaggi “di latta e plexiglass”. In ogni caso solo Pixar poteva dare così tanta espressività ad una scatola con sopra un binocolo, e quindi il plauso è meritatissimo, anche se i più pignoli diranno che Wall-E ricorda fin troppo “Numero 5″ di “Corto circuito”.

Non credo sia un problema, infondo questo film è una favola, è dolce, delicato e romantico. Ma anche coraggioso e divertente. La colonna sonora curata da Sir Peter Gabriel crea un’atmosfera ancora più coinvolgente, unita ad alcuni classici della musica americana, come “don’t worry, be happy” ed altri.

Se dovessi dare un voto a questo film sarebbe promosso a pieni voti, e nella mia personale scala lo colloco sotto Ratatouille, ma sopra ad altri film come “Gli Incredibili”, e “Cars”. Comunque è molto in alto nella classifica dei film Disney Pixar quindi non posso che consigliare a tutti di correre a vederlo al cinema!

Buona visione ;)

Brida, di Pablo Coelho

Brida di Pablo CoelhoEdito da Bompiani Editore, esce in queste settimane Brida, libro sin’ora inedito in Italia, scritto nel 1990 dallo scrittore e poeta brasiliano Pablo Coelho, già autore di libri di successo come L’alchimista, Il manuale del Guerriero della Luce e tanti altri.

La storia al centro di questo libro si svolge in Irlanda, dove una giovane donna di nome Brida intraprende il proprio cammino volto a raggiungere un grande obbiettivo: Diventare una Strega.

L’ accezione data dall’autore al concetto di strega è il risultato di una commistione di influenze, in parte derivate dalla religione cattolica e dalla Bibbia ed in parte dai culti e dalla cultura pagane tipiche del nord Europa. Quindi si tratta di una visione piuttosto personale da parte di Coelho, che da sempre si dimostra uno scrittore legato alla tradizione ed ai dettami Cristiani e precisamente Cattolici. La miscelazione con alcune leggende profane (o piuttosto pagane, se preferite) non sembrerà tuttavia per il lettore una forzatura o una nota stonata, grazie ad un particolare equilibrio ottenuto nel romanzo. Tutto sembra dosato alla perfezione ed il risultato non infastidirà nè chi (come me) non ama troppo i riferimenti biblici, nè chi al contrario potrebbe temere che ciò che è sacro viene profanato dall’avvicinamento a leggende poco aderenti alla Bibbia ed ai testi sacri in generale.

Venendo alla storia, ma senza rivelare troppi particolari, ci troviamo difronte a Brida, donna poco più che ventenne che nella vita da sempre è attratta dal mondo dell’esoterismo e della magia. Per questo decide di cercare contatto con un Mago che vive in paese vicino a quello dove lei abita, per chiedergli di poter diventare sua allieva. Il Mago osserverà con curiosità ed entusiasmo questa giovane motivata (anche per motivi che preferisco non anticipare), ma la metterà subito difronte al primo di una serie di “bivi” che Brida troverà nel suo cammino verso la consacrazione a Strega.
Nella vita di Brida ci sarà presto posto anche per Wicca, una Strega esperta che avrà un ruolo importante nella crescita della ragazza e per Lorenz, uomo che Brida ama, ma che diventerà un potenziale “ostacolo” per la propria consacrazione.
Brida dovrà prendere importanti decisioni, che metteranno lei ed il lettore al centro di una storia coinvolgente, che trasporta, emoziona, nutre. Bastano poche pagine per diventare affamati di questo libro, che piacerà a lettrici e lettori e che saprà mettere in continuo confronto i due aspetti dell’umanità, la femminilità e la mascolinità, paragonati e confrontati sotto vari aspetti. Proprio questo dualismo renderà il libro appassionante anche per chi non ama particolarmente i risvolti legati ad una profonda spiritualità, costantemente presenti ed evocati in questo libro.

Personalmente non amo indistintamente tutti i libri di Coelho, ma devo essere sincero dicendo che Brida mi ha emozionato e trasportato al punto di farsi divorare. Un libro da leggere tutto d’un fiato per chi ha sufficente tempo per farlo. Magari una domenica d’autunno, davanti ad un caminetto acceso scoppiettante, con un bicchiere di cognàc, o meglio, di un aromatico e azzeccatissimo assenzio.

Dettagli del libro:

* Titolo: Brida
* Autore: Coelho Paulo
* Traduttore: Desti R.
* Editore: Bompiani
* Data di Pubblicazione: 2008 (nella collana: I libri di Paulo Coelho)
* ISBN: 8845261700
* ISBN-13: 9788845261701
* Pagine: 263

Un nuovo MMORPG: Warhammer va online!

Warhammer online
Nel panorama mondiale dei videogiochi, il genere M.M.O.R.P.G. (Massive multiplayer online roleplaying game) è quello che in questi ultimi anni ha creato più affiliazione, più interesse tra i giocatori (sopratutto nel mondo PC) e più soldi. Il vero blockbuster di questo settore è sicuramente World of Warcraft che abbiamo recensito a ottobre del 2005 quando faceva il suo esordio sugli scaffali, ancora ignari dell’enorme successo che avrebbe avuto. In questi 3 anni in molti hanno tentato, sempre con scarso successo, di copiare, imitare, eguagliare i numeri da record di “WoW” che a tutt’oggi rappresenta il gioco più giocato online e con la più vasta community di giocatori registrati ed attivi, con un giro d’affari tale da aver risollevato le sorti della Vivendi Universal.
Oggi un altro colosso del mondo dei videogiochi, Electronic Arts decide di tentare la carte del MMORPG fantasy, sfruttando un altro marchio celebre del genere, ovvero Warhammer di Games Workshop. Quella di “Martelli da guerra” è un’ambientazione fantasy completa, usata per un celebre wargame 3D e per un gioco di ruolo omonimo, che ha tutte le carte in regola per fare degnamente concorrenza a World of Warcraft, a patto che i programmatori abbiano deciso di fare le cose per bene…

Lusoria ha dato un’occhiata per voi al nuovo “Warhammer Online: Age of Reckoning” con l’obbiettivo di dare solo una prima impressione di massima a chi si volesse avvicinare a questo gioco. Urge però una premessa: Chi vi scrive è un ex giocatore di World of Warcraft che ha deciso di non intraprendere lo stesso cammino di gioco fatto in passato col gioco Blizzard, per una serie di motivi e di opinioni assolutamente personali con le quali non intendo tediarvi. Quindi quello che dirò sarà appunto un’impressione generale dall’esterno, i paragoni a WoW saranno frequenti ed è inevitabile visto che stiamo parlando di una scomoda quanto inevitabile pietra di paragone, essendo quel gioco il punto di riferimento assoluto del genere.

Partiamo dicendo che per chi conosce il meccanismo alla base di un MMORPG sarà tutto familiare e simile nei primi passi ai suoi omologhi, per chi non sapesse bene di cosa parliamo, prima di tutto spieghiamo e ricordiamo che cos’è un MMORPG: Si tratta di un gioco di ruolo multigiocatore online. Ciò significa che si gioca necessariamente online e ci si trova immersi in un mondo popolato da altri giocatori provenienti da tutte le parti d’Europa (il gioco esiste in tutto il mondo, ma ovviamente l’accesso è regionalizzato). Per giocare occorre prima di tutto comprare la scatola base del gioco, dal costo di circa 45€. Si installa il gioco, si attiva un account giocatore online tramite il sito web ufficiale italiano e si potrà giocare per 30 giorni senza ulteriori costi. Superato il mese di gioco compreso nel prezzo della scatola, per continuare sarà necessario sottoscrivere un abbonamento dalla periodicità mensile al costo di ben 14 €, che non sono pochi se si pensa che il rivale WoW costa qualcosa di meno. Sono previsti pacchetti semestrali e annuali ad un prezzo leggermente scontato. Vi ricordo inoltre che per poter godere di un’esperienza di gioco soddisfacente è necessario avere una connessione a banda larga, è sconsigliatissimo tentare di giocare, specie in questa prima fase in cui il gioco è giovane e non esente da bug e latency di gioco, con connessioni 56k o con connessioni di tipo mobile che hanno il difetto tipico di generare per propria natura una certa latenza di transito dei pacchetti TCP, che unita al lag che si può avere a causa dei problemini di gioventù sui server di gioco rischia di minare la giocabilità.
Comunque, la prima cosa interessante che un giocatore che viene dal mondo di Warcraft noterà è che a differenza del suddetto, Warhammer online è stato tradotto e regionalizzato in italiano, ciò significa che il sito, il gioco, le quest e tutto ciò che è scritto sarà visualizzato nella nostra lingua! Un bell’aiuto per quelli che hanno rinunciato a giocare a giochi simili perché non conoscevano l’inglese.
Al lancio, Electronic Arts metterà a disposizione dei nostri giocatori due server, chiaramente all’inizio il rischio di sovraccarico sarà concreto, non vi scoraggiate: Prima di tutto è normale che tanti giocatori della prima ora poi abbandonino il campo lasciando più “banda” ai veri appassionati ed inoltre se il gioco avrà successo vedrete apparire sempre nuovi server, e sarà di sicuro possibile spostarsi verso uno dei nuovi per evitare il sovraffollamento.

Venendo al gioco, questa trasposizione multiplayer di Warhammer Fantasy Battle ripropone tutti gli elementi tipici del mondo creato da Games Workshop: Ci sono quindi due regni in guerra perenne tra loro, se vogliamo possiamo usare il classico stereotipo di “buoni contro cattivi”, anche se a detta di molti si tratta di un concetto relativo. Comunque abbiamo difronte schierati gli eserciti del “bene” con nani, umani ed elfi alti pronti ad affrontare le fila dell’esercito del Caos, formato dai classici “pelle verde”, dagli elfi scuri (o oscuri, se preferite) e dalle creature demoniache che sotto il comando di Tzeentch, vogliono conquistare il mondo.
In questa versione sono stati riproposti sia i meccanismi legati alle armate da combattimento che le modalità di carriera presenti nella controparte da tavolo. Quindi il gioco risulterà particolarmente familiare agli appassionati.
Rispetto ad altri giochi del genere, la principale innovazione è rappresentata forse dalla possibilità di partecipare a delle vere e proprie battaglie campali tipiche del medioevo. In base al proprio livello di esperienza (che cresce giocando come in altri giochi), si prenderà parte alla battaglia in maniera sempre e comunque commisurata alle proprie abilità, capacità e possibilità, senza mai risultare inadatti o insufficientemente potenti per la situazione. Questo è reso possibile appunto grazie allo schema delle carriere. Quindi un personaggio con poca esperienza alle spalle nel contesto della battaglia ricoprirà un ruolo a lui congeniale e man mano che crescerà diverrà sempre più importante vedendo salire la propria reputazione e la propria importanza all’interno dell’esercito che magari un giorno potrà guidare in battaglia!
Questo schema dovrebbe favorire i giocatori che tendono per abitudine ad essere più individualisti, senza creare disparità come avviene in World of Warcraft, dove se non sei un giocatore affiliato ad un gruppo e dove se soprattutto non sei un giocatore assiduo, resti indietro ed il tuo livello non ti permette mai un’esperienza di gioco serena.
In Warhammer online si è e scelto di evitare il PvP (player versus player) come avviene in altri giochi, ciò dovrebbe aiutare a ridurre la frustrazione dei giocatori non troppo potenti.

Dal punto di vista del gioco vero e proprio le similitudini con World of Warcraft sono ovviamente molte, è forse troppo presto per stabilire se il livello di qualità di questo gioco sia simile al “rivale”, c’è però da dire che le prime impressioni di molti giocatori da me interpellati (alcuni dei quali hanno partecipato alla closed-beta e sono anche giocatori di WoW della prima ora) sono tiepide. Il gioco piace, intriga, ma convince solo in parte. Non è infatti un segreto che fin’ora nessun gioco sia mai riuscito ad imitare, neanche in parte, quella perfezione, quell’equilibrio, quella familiarità che in World od Warcraft il giocatore percepisce fin dal primo minuto di gioco e che purtroppo non si riesce a ritrovare neanche in Warhammer Online.

Aspettiamo qualche settimana prima di trarre delle conclusioni, ora sarebbero affrettate. Se sarà possibile, cercheremo di raccogliere le opinioni di un po di giocatori in un futuro articolo.

Intanto, buon divertimento a chi deciderà di esplorare il fantastico mondo di Warhammer online: Age of Reckoning.

La Playstation 3 è atterrata in Italia

Sony Playstation 3Tra fermento, aspettativa, speranza e preoccupazione, fa il suo ingresso trionfale (?) in Europa il nuovo gioiello tecnologico pensato dalle menti di Sony Computer, con l’ausilio di “mostri sacri” come IBM e NVidia. Quattro mesi più del resto del mondo che hanno creato attesa, ma anche paure in parte confermate, specie dopo il debutto negli altri mercati mondiali, che forse è stato sotto le aspettative, specie negli USA. Ecco la nostra recensione…preparatevi ad un approccio sgarbato!

Fatto numero 1: La versione “euro” di Playstation 3 doveva uscire in contemporanea europea a mezzanotte del 23 Marzo 2007. Alcuni “geni” del marketing e del commercio di casa nostra hanno però pensato bene di speculare, anticipando la vendita delle console di due giorni, in pratica appena scaricate dai furgoni dei corrieri che le hanno distribuite per lo stivale. Quindi il desiderio di Sony, di avere un lancio contemporaneo solo quando la distribuzione fosse terminata si è infranto contro lo scoglio della mancanza di rispetto di alcune catene di grandi magazzini, con le quali Sony tenta prima di fare la voce grossa, salvo poi nascondere la coda tra le gambe. Il mercato di PSX3 è troppo importante per perdere i favori dei giganti come Mediaworld, Saturn, Euronics, Trony e così via…quindi meglio “abbozzare”. Chi ne fa le spese secondo voi? La piccola distribuzione, i negozi specializzati che non possono fare altrettanto, perchè in quei casi le ritorsioni della Sony ci sarebbero, perchè è facile prendersela con i più deboli, e non abbiamo dubbio alcuno che sarebbe successo.
Vabbè, solita figuraccia in puro stile “italiota”. Meglio stendere un velo pietoso

Fatto numero 2: La versione “euro” di Playstation 3 esce solo in edizione “deluxe” e quindi con Hard Disk da 60 gigabyte, joypad sixaxis wi-fi e cavetteria. La versione “economica” è solo un ipotesi per il futuro. In tutto questo la console parte con un prezzo di base di 599€, maggiore di quello di Xbox360 pro (che costa 399€, sempre con un Pad wireless e con il telecomando per il lettore DVD, se non erro!) , e di Wii (che costa “solo” 259€, con un controller Wimote, un Nunchuck ed un gioco!).

Fatto numero 3: La versione “euro” di Playstation 3, a fronte di un prezzo in linea con le analoghe edizioni USA e Giapponese, si presenta “menomata” del cosìdetto “emotion engine”, ovvero di quel particolare chip hardware dedicato alla gestione in emulazione, dei giochi per Playstation e Playstation 2, così che il compito di far funzionare i vecchi giochi è tutto lasciato alla componentistica hardware standard ed al software. I risultati sono deludenti, molti giochi non girano o girano in maniera parziale, con difetti ed errori. Forse la più grande delusione di questo esordio.

Fatto numero 4: Alcune piccole cosine che forse non sapete: Per esempio, se volete far funzionare un “vecchio” pad delle precedenti psx su Playstation 3, dovrete munirvi di un accessorio commerciale che converta la presa dei vecchi pad in una presa USB, tipo di periferica scelta da Sony per standardizzare la neonata, e che si usa per collegare i nuovi pad “sixaxis” sia per l’uso wired che per ricaricarne le batterie. L’accessorio citato costa circa 10€. Ma molti si potrebbero domandare il perchè di questa necessità. E’ semplice: Primo perchè un pad sixaxis aggiuntivo costa ricchi 50€ e secondo perchè molti non lo sanno, ma i nuovi pad della Sony non vibrano! Si avete capito bene, non hanno il tanto osannato force feedback presente nei Dual Shock e Dual Shock 2. Come mai? La Sony sostiene che visto che da anni c’era in ballo una causa con l’azienda che ha inventato i force feedback, per evitare ulteriori grane, si è vista costretta a non implementare questa feature nei nuovi pad. Io penso che c’entri anche una questione legata al consumo di energia del sistema di vibrazione…ma è pura speculazione personale. Fattostà però che nel frattempo (prima del lancio della Play3 in Europa), la Sony si è accordata con l’azienda proprietaria del brevetto del force feedback e quindi presto potremmo vedere nuove versioni di sixaxis che avranno la “novità” della vibrazione. Se già ora un pad costa 50€, prepariamoci a sborsare di più per sentire nuovamente le nostre mani vibrare sotto i colpi dei nostri giochi preferiti.
Avete una collezione di giochi per la Playstation 2 e volete continuare a giocarci, sfruttando i dati salvati sulle vostre memory card da 8 mb? Bene! Vi servirà un adattatore anche in questo caso. Si, perchè Playstation 3 ha sull’anteriore un lettore di SD, MMC e Memory Stick, ma non una porta per memory card compatibile con le vecchie “play”. Così la solutione è l’ennesimo adattatore che permette di connettere ad una porta USB la vostra scheda di memoria con i vecchi salvataggi. Perchè tutto ciò? Per la cronaca, alla porta USB potrete connettere per vostra comodità anche una serie di altri adattatori, come una normale tastiera USB, che vi faciliterà l’uso dell’interfaccia di gestione della console. Altra cosa da dire: Se avete un televisore HD, sappiate che la Playstation 3 è l’unica console che al momento supporta lo standard chiamato “Full HD 1080p”, ovvero il massimo della definizione raggiungibile da un TV HD (che, attenti, troverete solo nei TV HD più costosi! Il termine “HD Ready” non vuol dire che il vostro LCD o plasma supporta quella risoluzione, anzi al 99% non lo fa, specie se avete pagato il vostro gioiello meno di 2.000€). Però ricordate che se vorrete connettere la vostra nuova console tanto amata ad un televisore di questo tipo, dovrete compare un accessorio separato, ovvero il cavo HDMI, non incluso nella confezione, dove troverete ahimè solo il solito cavo composito RCA.

Dopo tutti questi fatti, siete ancora interessati ad avere subito la vostra Playstation 3? Si? Bene, allora ecco a voi un sunto della situazione.

La console appena sfornata da SCEE è senza dubbio un gioiello di tecnologia e design: E’ più potente delle concorrenti, grazie al fantastico processore IBM Cell, un RISC PPC dalla potenza di calcolo inaudita, che fa rabbrividire anche un moderno processore per PC di fascia Xeon Itanium. Inolte è nera, lucida, elegante, con quella scritta PLAYSTATION 3 che ricorda nel font e nello stile, quella del logo del film SPIDER MAN, altra creatura del mondo Sony. Sarà un caso? Credo di no.
La Playstation 3 presenta un menu utente che ricorda quello già visto nella PSP, ma migliorato ed arricchito di nuove funzionalità specifiche. Quando accenderete la console, sarà un sottofondo classico ed elegante ad accogliervi. Scoprirete subito quante belle cose potrete fare con PSX3. Questa console è “nata per essere online”, infatti è già pronta a supportare la rete Wi-Fi di casa vostra (supportando appieno la codifica WPA e WEP), oppure per chi preferisce, c’è la porta Ethernet con connettore rj45 e cavo di rete incluso.

Finita questa breve serie di preamboli, pensate ancora di volere subito una Plasystation 3? Molti diranno di si, qualcuno sarà incerto, ma sono sicuro che in pochi diranno di no, e forse l’unico freno al momento è il prezzo, specie per i più giovani che non possono permettersi di sborsare un milione e duecentomila lire del vecchio conio, per il nuovo gioello di Sony, e quindi credo dovremo aspettare almeno la prossima Pasqua per avere un dato di vendita significativo, ma visto che le premesse di vendita ci sono tutte, non foss’altro che per il blasone che la nuova console si porta con se, andiamo avanti con la recensione!

Inutile negare che noi di Lusoria siamo arrivati “ultimi tra gli ultimi”, il web è pieno zeppo di recensioni di Playstation 3, molte uscite in anteprima grazie a chi, con i giusti mezzi editoriali, ha potuto mettere le mani sulla console prima dell’uscita, magari in edizione USA o Giapponese. Noi ovviamente non abbiamo alcun mezzo e quindi abbiamo potuto fare solo due cose: Raccogliere le informazioni più attendibili ed accreditate già apparse in rete ed aspettare il fatidico 23 marzo per toccare con mano la creatura. Cercheremo perciò di non dire cose già arcidette o arcinote, e ci proporremo l’obbiettivo di mettere l’accento solo sulle cose davvero interessanti. Una di queste è l’interfaccia di gestione della Playstation 3, che rappresenta l’evoluzione della già nota XMB (XcrossMediaBar), già presente nella sorellina PSP. E’ il vero centro di controllo della Playstation 3, è evoluta, elegante e raffinata, dall’impatto forse più “formale” di quello di Xbox360, forse perchè Play3 si presenta a tutti gli effetti come un oggetto tecnologico di prossima generazione, un pò altezzoso e vanitoso. Se collegate Playstation 3 ad un televisore HD ready e un impianto home theatre e connettete una qualunque tastiera con mouse (magari un kit codless Logitech), avrete subito un centro multimediale perfetto ed assoluto. Cosa che fa di questo oggetto qualcosa che va ben oltre la console per vidogiochi! Anzi al momento il videogiocare rappresenta forse l’aspetto “secondario”. Playstation 3 è inatti appena nata ed inoltre la difficolta da parte dei programmatori delle software house a sviluppare giochi che sfruttino le potenzialità di psx3 non è un segreto, quindi se vorrete vedere qualcosa che vi stupisca, credo dovrete aspettare almeno un annetto. Guardate il fenomeno “Gears of War” per Xbox360: E’ un gioiello di videogaming, ma è arrivato solo dopo un anno abbondante dall’uscita sul mercato della console Microsoft, e non rappresenta certo l’apice di quello che con l’hardware si potrà fare, ma solo una milestone da superare.
Per Playstation 3 sarà la stessa cosa: I primi giochi sembreranno anche deludenti, ma tra un anno o due perderemo il fiato dinnanzi a giochi che faranno impallidire la realtà. Non ci vuole una sibilla per capirlo, è già successo con le precedenti generazioni. Quindi, dicevamo, l’esperienza multimedial è assoluta grazie all’alta risoluzione che supera per la prima volta quella dei PC di fascia alta, grazie ai 1920×1080 pixel che si possono raggiungere con un giusto televisore. Vedere un film in Blue Disc sarà un esperienza unica, ascoltare un Super Audio CD in surround sarà l’immersione assoluta nel suono… insomma siamo già alla prossima generazione! Io almeno la vedo così: Se Xbox360 rappresenta il meglio che l’attuale generazione ci permette e Wii incarna il divertimento assoluto che viene prima della potenza, Playstation 3 dal canto suo si pone come primo esempio della prossima generazione. Lo scotto da pagare per chi compra oggi la console Sony è però quello di spendere più degli altri per un prodotto che sfrutterà al massimo solo tra un pò di tempo, quindi probabilmente chi la comprerà tra un anno, spenderà meno e la godrà fin dal primo momento. Mossa che sembrerebbe la più azzeccata dal punto di vista del consumatore. D’altra parte Sony ha bisogno dei consumatori “d’elite”, quelli che comprano subito anche solo per il gusto di essere i primi, perchè il terreno perso nei confronti di Microsoft e Nintendo è già un abbisso, non si poteva aspettare ancora. Tanto più che i dati di vendita di Wii sono entusiasmanti ed hanno spiazzato un pò tutti, e Microsoft prepara la contromossa: Per contrastare Nintendo proporrà il proprio core system ribassato di credo 100€, mentre per contrastare Sony la mossa è duplice: L’attuale modello di punta, Xbox360 pro, scenderà anch’essa di prezzo, arrivando al lusinghiero prezzo di 299€, ed alla gamma si aggiugerà l’edizione “elite”, tutta nera (chi vi ricorda?) e col supporto al full-hd ed altre belle cose nuove.
La battaglia quindi impazza come mai prima, e Sony dovrà spingere molto sulla convergenza multimediale di Play3 per vincere, specie stavolta che parte non come avversario da battere, ma come semplice inseguitrice, in un mercato in cui è arrivat per ultima, con un prodotto superiore agli avversari, ma che potrebbe arrivare troppo tardi, specie per i mercati esterni al Giappone, dove Sony non ha problemi a sbaragliare Microsoft, ma dove deve lottare contro Nintendo più di quanto ci si potesse aspettare. In USA i dati parlano chiaro: Da dicembre Wii è in testa alle vendite, tampinata da XBox360 che però è in commercio da più di un anno di anticipo e Playstation 3 è distaccata all’ultimo posto, in salita, ma non troppo. Sony dovrà spingere molto con politiche di accesso ai prodotti online e con prezzi concorrenziali per giochi e servizi se vorrà riprendere terreno, pur ben sapendo che al momento vendere una Playstation 3 vuol dire andare in remissione. Perchè? Perchè il cuore tecnologico di questa bomba della Sony, a partire da “Cell”, il potentissimo processore RISC PPC creato da Sony con l’aiuto di IBM e Toshiba rappresenta un passo avanti enorme nella storia dell’informatica e la scelta di montare per la prima volta Cell su un prodotto consumer come una console per i videogiochi vuol dire investire risorse enormi in un prodotto che ha comunque un prezzo contenuto, da cui la necessità di vendere ad un prezzo inferiore al vero valore di mercato rappresentato dal prodotto finito. Se poi si considera anche il valore del lettore Blue Ray Disc, la considerazione è presto fatta. Insomma, Sony si muove in un mercato delicato, dove il margine tra fallimento (e crisi totale) e successo è quasi impercettibile.
Altra freccia nella faretra di casa Sony è senza dubbio il nuovo network pensato per i giocatori di Playstation 3, che al debutto vanta tre sezioni: La prima è lo store, dove si possono downloadare prodotti multimediali gratuiti (come demo, trailer di film e così via) o a pagamento, dopo aver caricato nel proprio portafoglio virtuale i fondi necessari, via carta di credito. In questo negozio online si trovano già adesso delle chicche: Tekken 5 Dark Resurrection è una di esse, costa 10€ e rappresenta una nuova edizione di Tekken 5 completamente giocabile in multiplayer con avversari che arrivano da ogni parte del mondo attraverso il Playstation Network. Ma c’è anche ciò che rimane del dismesso progetto Gran Turismo HD, che abbandonato per vari motivi è diventato un gioco gratuito dalla grafica emozionante, che può essere giocato da tutti i possessori di Playstation 3 che abbiano un accesso a banda larga ad internet. Ci sono inoltre demo dei titoli in uscita, trailer dei prossimi film in Blue Ray Disc, come Casinò Royale e tanto altro ancora.
Il secondo canale è quello dedicato al gioco online in multiplay (che supporta tra l’altro anche le periferiche come Eye Toy), alla chat testuale e multimediale e alla gestione della propria messaggistica. L’ultimo canale altro non è che il browser internet che permette di navigare il web come su un pc, a patto però di avere un monitor o una TV HD, altrimenti la bassa risoluzione dei televisori tradizionali causa qualche difficoltà di browsing e visualizzazione dei siti internet più complessi, non adatti alla visualizzazione alla risoluzione tipica di un tv color standard.
Ancora? Si ce n’è per tutti. Se siete già fieri possessori di una PSP, sappiate che questa console della Sony può vivere in perfetta simbiosi con la sorellona, grazie ad un sistema di scambio dati e gestione da remoto perfettamente ottimizzato, che vi permetterà, per esempio, di fare il browsing dei contenuti presenti su Playstation 3 sullo schermo della vostra PlayStation Portable, o di trasferirli tra l’una e l’altra console senza fatica.

Ci sarebbe ancora così tanto da dire, ma il resto spetta al tempo ed al giudizio degli hardcore gamers più incalliti, ai quali Play3 si rivolge prima che ad altri. Non parlo di giochi per ora, è prematuro e quello che si trova sugli scaffali, come ho già detto, non rappresenta di sicuro le potenzialità di questo nuovo mostro dell’intrattenimento videoludico. Aspettiamo fiduciosi titoloni in lavorazione, come Metal Gear Solid 4 o GT 5, entrambi in lavorazione, prima di esprimerci: Farlo ora sarebbe un errore madornale.