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Here Wii Play

Nintendo WiiDopo “anni” di attesa, rimandi, perplessità, finalmente Lusoria sbarca nel mondo delle recensioni delle consolle, già ipotizzato ed annunciato a più riprese, e poi sempre accantonato negli anni. Non potevamo più aspettare: Dopo il lancio, un anno fà di XBox360, ora è la volta di Nintendo Wii (di cui parliamo in questo speciale) e la primavera sarà la volta dell’uscita italiana di PSXIII… Ma partiamo dall’ultima consolle Nintendo: Wii!

L’avevo vista più di una volta in questi ultimi giorni, e sembrava strizzarmi l’occhio dalle vetrine. Ma ultimamente tendo ad essere molto accorto nelle spese, quindi ho sempre fatto finta di niente, ed ho tirato dritto. Però una volta arrivato a casa, ho sempre passato ore sul web a documentarmi sulla neonata Wii, che seppur sulla carta non rappresenta di certo il “non plus ultra” delle consolle di nuova generazione, ha sicuramente nel suo cuore un hardware di tutto rispetto ed una serie di trovate che la rendono, almeno in teoria, innovativa, divertente e pronta a dare al giocatore un’esperienza ed un coinvolgimento fuori dal comune e senza precedenti.

Iniziamo con qualche dato tecnico: La Wii vanta un cuore PowerPc RISC (nome in codice “Broadway”) realizzato con tecnoligia a 90 nm SOI CMOS, sviluppato e prodotto in collaborazione con IBM ed un chip grafico dedicato realizzato da ATI. Entrambi i marchi appaiono in bella vista, sulla scatola il primo e sulla console il secondo. La interna ammonta a 512MB (possono apparire pochi, ma per un sistema ottimizzato non lo sono e pensate che la PSXII disponeva di “soli” 128 mb di memoria), due porte USB 2.0 ed un modulo wireless integrato che permette la connessione ad internet di Wii tramite una wlan 802.11b/g. Inoltre è possibile espandere la memoria flash interna grazie alla presenza di una porta per leggere schede SD. Il design, elegante ed accattivante, è stato ottimizzato da processi tecnologici all’avanguardia che garantiscono dimensioni compatte, minimizzando il consumo energetico e consentendo l’utilizzo della in modalità “WiiConnect24″. Io stesso, quando ho aperto la confezione, non credevo ai miei occhi… se il GameCube era piccolo e compatto, la Wii è ancora più piccola, eppure a differenza del fratello anziano, è elegante e sinuosa nelle sue forme hi-tech e nel suo colore bianco laccato, che aderisce, potremo dire, al cosidetto “Mac style”. Bella, poi ha gli inserti luminosi attorno al lettore celesti, già li adoro!

La vera novità della neonata macchina Nintendo, è però il controller wireless e sensibile al movimento, che promette nuove esperienze di coinvolgimento. Forse dedicherò uno speciale a parte, al controller Wi-Mote di Wii, dopo che lo avrò provato e ne sarò pienamente padrone. Diciamo però subito che Nintendo ha avviato una massiccia campagna di richiami per i laccetti che servono ad ancorare il WiiMote al polso del giocatore, inquanto pare essere fragile ed in alcuni contesti il controller è volato letteralmente via dalle mani del player, causando bizzarri ed a volte pericolosi incidenti vari, tra cui la rottura del controller stesso, ed in alcuni casi dello schermo TV col quale si stava giocando! State quindi molto attenti!!!
Ormai il binomio console-internet è un dato di fatto, quindi sappiate che esiste un network al quale Wii si potrà connettere tramite la vostra ADSL, per permettervi scambi coinvolgenti, giochi in multiplayer remoto (funzione per ora solo prevista, ma che sappiamo già sarà gratuita) e l’accesso a tutta una serie di servizi ad-hoc pensati da Nintendo apposta per i possessori di Wii. Canali internet tematici e funzioni multimediali sono già integrate in parte nel Wii, ma la promessa è che il network si espanda e cresca sempre più. Qui non siamo nel “sol levante” e quindi nessuno ci potrà dare garanzie a riguardo, certo che in Giappone questo tipo di cose sono all’ordine del giorno. Per la cronaca, al momento in Italia sono disponibili il solo canale “Shop” dove comprare software e “retrogames” per la console virtuale ed il canale meteo. Prossimamente sarà attivo il canale notizie. Segnalo la presenza della beta del browser internet sviluppato da Opera per Nintendo, scaricabile gratuitamente, col quale potrete navigare tramite la TV. Vediamo se la grande “N” saprà sviluppare il proprio business online anche in Europa.

Veniamo ora alla confezione: E’ impressionante come, in un package molto contenuto si trovino la console, due tipi di supporto diversi, un pad wireless completo di “Nunckuch”, (l’espansione del controller per giocare con i giochi più complessi), i cavi necessari al collegamento alla TV, al sensore necessario ai WiiMote ed all’alimentatore da collegare alla rete elettrica, un CD con il gioco “Wii Play” e tutti i manuali del caso.

La console, come detto è compattissima eppure al suo interno racchiude, oltre al cuore informatico già descritto, anche 4 slot nei quali connettere i pad del GameCube e due lettori di memory card per i giochi sempre provenienti dal “vecchio cubetto”. Il punto di forza del Wii credo sia la semplicità d’uso, che la pone di sicuro al vertice del mercato, che permetterà ai più fissati giocatori, così come ai “casual player” di divertirsi immediatamente con la console. L’accesso ai canali ed alle funzioni di configurazione è comunque semplice ed immediato. L’unica cosa che forse necessita di un pizzichino di know-how specifico è la connessione del Wii alla rete wireless di casa, ma se avete una rete senza filo, avrete molto probabilmente tutte le conoscenze per configurare l’accesso. Wii dispone a tal proposito di una funzione chiamata “Wii Connect24″ che consente alla console Nintendo di rimanere connessa al web e di scaricare aggiornamenti (per esempio le info del meteo), anche quando la medesima è in stato di Stand-By, purchè il network wireless sia disponibile. Come detto, Nintendo ha puntato a realizzare un prodotto dai consumi contenuti e dall’alta affidabilità, quindi non temete, potrete tenerla accesa 24 ore su 24, senza rischiare che si guasti o che consumi troppa corrente.

Non mi posso ancora esprimere sulle piene potenzialità della neonata, posso però dire che il mio parere di giocatore di vecchia data (ho iniziato quasi 25 anni fà con un Atari 2600 a videogiocare), è complessivamente positivo, ma ci sono un pò di aspetti da chiarire: Wii non è una console pensata per hardcore players, visto che non offre neanche lontanamente le performance di X-Box360 o di Playstation3! Diciamo che il suo cuore nasconde la stessa architettura del GameCube, solo in parte potenziata e rivista. Scordatevi quindi la resa grafica delle avversarie, ma non pensate per questo che si tratti di una console nata già vecchia, tutt’altro, perchè Nintendo ha saputo portare qualcosa di nuovo nel mondo dell’intrattenimento domestico e lo ha fatto essenzialmente con WiiMote. Giocare con il nuovo controller del Wii sarà un’esperienza divertente e da italiano mi sento orgoglioso di dirvi che la tecnologia che sta alla base del sistema di controllo del Wii è nato tutto in Italia, da ST-Microelectronics, un’azienda che ha brevettato più di dieci anni fa la tecnologia MEMS (sistemi micro-elettro-meccanici), ovvero delle piccolissime strutture meccaniche di silicio (lo stesso materiale che compone i microprocessori) che permettono di valutare i movimenti nello spazio su tre assi. Tecnicamente si tratta della stessa tecnologia utilizzata strumenti di svariato tipo, come i contapassi, le macchine fotografiche digitali e le videocamere per la stabilizzazione dell’immagine e anche, pensate, nelle lavatrici per il controllo delle vibrazioni del cestello, riapplicata da Nintendo al mondo dei videogiochi, contesto che credo diverrà la Killer Application del MEMS!
Sul piano delle uscite di giochi ed accessori, diciamo che al momento sono disponibili una decina abbondante di titoli per il Wii, mi sento di consigliarvi però in particolare due di essi, se volete avere una vera idea delle potenzialità complessive della console: Il primo titolo è Wii Play, che viene venduto in bundle con un secondo Wii Mote (indispensabile se volete divertirvi con gli amici) ad un prezzo vantaggioso e che contiene una serie di mini giochi pensati per prendere confidenza con le funzioni del controller, e naturalmente Zelda, Twilight princess, ultimo titolo della saga della grande N, che arriva dopo due anni d’attesa e che essendo sviluppato internamente a Nintendo, è un titolo già in grado di sfruttare in maniera interessante le funzioni di controllo e le capacità hardware di Wii. Gli altri titoli ora disponibili vanno da una qualità mediocre come quella di Call of Duty 3 (tecnicamente inferiore anche alla versione per la “vecchia” Xbox o per Play2) a quelli discreti, ma ancora acerbi come quelli proposti da Ubi Soft. Se spostiamo l’attenzione sugli accessori, vi dico che il bundle che contiene Wii Play e un Wii Mote non comprende l’appendice Nunchuck, che si compra in ogni caso a parte, anche se si decide di acquistare il solo Wii Mote (senza gioco), nella confezione non ci sarà comunque l’appendice. Al momento è invece introvabile in Italia il “classic pad” che dovrebbe servire per giocare in maniera più tradizionale coi giochi della Virtual Console.

Tornando alle funzioni web di Wii, diciamo che la vera pecca al momento del lancio consiste nella completa assenza di un sistema di multiplayer in rete, che Nintendo garantisce arriverà presto e sarà gratuito (a differenza di Xbox live). Sarebbe divertente sfidarsi via internet a Wii Sports, Wii Play, Ray Man e così via ed avendo la propria Wii già connessa al web, non poterlo fare risulta un vero peccato. Appoposito di connettere la propria Wii alla rete, mi preme notare due piccoli dettagli: La prima è che se non avete un access-poin wireless, non potrete collegare Wii ad internet, perchè la console non ha una porta Ethernet, ed al momento non è disponibile un adattatore esterno. Inoltre ho avuto personalmente un pò di problemi con il wireless, perchè Wii non è riuscita in alcun modo ad autenticarsi al mio access point 3Com con il WPA abilitato. Per collegare la console ho dovuto mio malgrado disabilitare il WPA, lasciando come unica forma di controllo d’accesso alla mia WLAN il blocco sui MAC Address. Non è una cosa bella, specie se ci si trova in zone dove esistono svariate WLAN o svariati “smanettoni”. Vivo in periferia e sono abbastanza tranquillo, tuttavia sarebbe stato preferibile mantenere il WPA, ma Wii proprio non ne vuole sapere, almeno nel mio caso. Una funzione di Wii che non ho ancora avuto modo di provare è la Virtual Console, in grado di emulare tutti i giochi per NES, Super NES, Nintendo64, Sega Mega Drive e PC Engine, perchè i giochi si possono acquistare solo tramite Wii Shop e costano un certo numero di crediti, che vanno comprati con soldi veri. Diciamo che 100 crediti = 1€ e che i giochi “classici” spaziano dai 350 crediti (per i giochi di NES e SNES) fino ai 1000 crediti (10€) per quelli di N64. I crediti si acquistano via carta di credito (anche da Wii Shop) oppure usando apposite schretch-card prepagate da 20.000 punti che costano appunto 20€, disponibili già nei negozi.
Concludo questa review a 360° parlando di prezzi: Wii costa in tutta Europa 249€ (in Italia costa 10€ in più!!!). Un prezzo concorrenziale, inferiore a Xbox360, ma giustificato dalla più modesta caratura delle prestazioni. Certo, Xbox360 Core system costa “solo” 40€ in più, ma non vi mette a disposizione un pad wireless, nè un gioco compreso nel prezzo. Quindi direi che la strategia di Nintendo è fin’ora vincente, e non espone il produttore a vendite sotto-costo come nel caso di Sony e Microsoft che vendono i propri gioielli ad un prezzo di mercato inferiore al costo effettivo, solo per bruciare le concorrenti. Wii dispone di un hardware più datato, ma sicuro ed affidabile, che permetterà a Nintendo di stare “a galla” nell’arena delle vendite, pur con un volume di pezzi venduti inferiori alle avversarie. Il prezzo dei giochi è in linea con quello dei concorrenti (i titoli sviluppati internamente costano tra i 49 ed i 59 euro, mentre quelli sviluppati in “outsource” costano anche 5 o 10 euro di più). Gli accessori hanno prezzi abbordabili, si va dai 40€ del secondo Wii Mote con Wii Play, ai 19€ di un nunchuck. E’ presto per tirare le somme sulla situazione, quello che però va notato è che almeno in Italia ci sono state un pò di difficoltà distributive, che hanno reso Wii introvabile anche nelle grandi città ed i quantitativi distribuiti sono stati inferiori alla domanda, al punto che negozi che avevano pre ordinato 30 o 40 consolle, se ne sono visti consegnare per il lancio solo 2 o 3, o in alcuni casi, nessuna, come nessuna è stata per molti la speranza di avere Wii (o i giochi), fino alla befana. Gennaio dovrebbe riequilibrare le cose, certo che con le feste ormai finite il momento d’oro è stato mal gestito da Nintendo che avrebbe potuto vendere sensibilmente di più di quanto non è riuscita a fare, per problemi logistici. Io stesso ho faticato a trovare Zelda, e non sono riuscito a reperire Splinter Cell Double Agent, che avrei voluto comprare assieme alla console, ma col senno di poi è stato meglio così, perchè Zelda è di sicuro la Killer Application del momento, per Wii. Termino la recensione sperando possa essere utile agli “indecisi” ed augurandovi buon divertimento, ricordandovi che sul forum di lusoria è attiva una sezione tutta dedicata a Nintendo Wii.

Vi lascio con una chicca trovata su internet, che dovrebbe egregiamente riassumere la filosofia di Wii, rispetto a quella delle “grandi” avversarie Hi Tech di Sony e Microsoft. Godetevela perchè merita!!!

Il ventennale di Dylan Dog, indagatore dell’incubo

Dylan Dog 20 anniE’ festa grande per gli amanti dell’investigatore inglese, creato dal genio dell’autore italiano Tiziano Sclavi, che compie 20 anni. I festeggiamenti voluti da Sergio Bonelli Editore e dagli autori sono quelli delle grandi occasioni. Arriva nelle edicole una splendida storia in due volumi a colori, che scava come già avvenuto per il numero 100, nel torvo passato dell’indagatore di Carven Road.

Sono trascorsi ben vent’anni da quell’ottobre del 1986, quando nelle edicole italiane faceva capolino un nuovo fumetto. Il protagonista era un “indagatore dell’incubo” pensato dal “papà” Tiziano Sclavi sulle fattezze dell’attore inglese Rupert Everett. Forse neanche lo stesso Sclavi aveva potuto immaginare il successo della sua creatura, tale da renderlo il fumetto italiano più venduto e tale da far schizzare in pochi anni le quotazioni del primo albo originale, “l’alba dei morti viventi” a quotazioni da collezionismo. Oggi, ottobre 2006, si festeggiano i primi vent’anni del personaggio più dark dell’editoria italiana, e lo si fa in grande stile, come è tradizione.
Chi legge Dylan Dog da tempo, si ricorderà che per celebrare il numero 100, uscì un albo tutto a colori nel quale il passato di Dylan emergeva improvvisamente, rivelando oscuri segreti e dando spazio a personaggi misteriosi come Xabaras, il gatto Cagliostro ed altri… Bene, oggi Bonelli Editore “raddoppia” e propone nelle edicole una nuova storia tutta a colori, questa volta divisa in due albi, per celebrare più che degnamente il compleanno del detective di Carven Road. Il primo dei due numeri, “Xabaras” è già in edicola dal 28 settembre, mentre a fine ottobre sarà disponibile la seconda parte della storia, intitolata “In nome del padre”. Non voglio di certo anticipare la storia, ma devo dire subito che, malgrado io mi sia allontanato da diversi anni dall’universo di Dylan Dog, per la “monotonia” che ormai le sue storie puntualmente mi riservavano, oggi ho letto con estrema passione la metà della nuova storia. Un pò perchè, lo devo confessare, provavo una enorme nostalgia verso Dylan, Grucho e le atmosfere cupe della “City”, un pò perchè con questa storia siamo davvero tornati agli antichi fasti, merito dello stesso Sclavi che dopo un periodo di volontario esilio, è tornato a curare da vicino la sua creatura.

Dylan Dog ventennaleVenendo alla trama: Il folle Dottor Xabaras prosegue i suoi folli esperimenti per la creazione di un siero che sconfigga la morte… un dono davvero speciale che vuole riservare proprio a Dylan Dog! Ad aiutare l’Indagatore dell’Incubo la splendida strega Kim, tornata dall’America senza il fido gatto Cagliostro, il quale si è inaspettatamente alleato con Xabaras, che vuole avere in pugno la vita di Dylan…

Al fine di evitare ogni possibile spoiler mi fermo qui, anche perchè la seconda metà della storia non è stata ancora pubblicata. Se non lo avete ancora fatto, correte in edicola ad accaparrarvi l’albo 241 di Dylan Dog, certi che diverrà un numero da collezione, così come

Garfield 2

GarfieldNuovo articolo della nostra Principessa, che questa volta, frenate le risate, si arma di “carta&penna” per recensire il seguito del film dedicato al cinico gattone dei fumetti. Scopriamo assieme a lei in quali disavventure si imbatte stavolta il micione goloso di lasagna e vediamo chi coinvolgerà nelle sue travolgenti avventure.

Garfield, il gatto più sornione, goloso, dispettoso e.. felino, torna con una nuova avventura.
Insieme al compagno di giochi, il cane Odie, sbarca all’insaputa del suo padroncino John (Breckin Meyer) in quel di Londra, dove John ha raggiunto la sua fidanzata Liz ( Jennifer Love Hewitt).

Durante questi frangenti però nei pressi di Londra, un altro gatto del tutto simile a Garfield, di nome Principe XII , eredita dalla sua padrona il castello in cui vive con altri animali, da lei protetti. Lord Dargis, secondo in successione a Principe, però vuole sbarazzarsi di lui per avere l’intera eredità, Garfield si ritrova così ad essere scambiato per Principe, il quale prenderà a sua volta il suo posto. Riscopriamo così la storia del principe e del povero. Garfield vive negli agi e nel lusso, seguito da una schiera di sudditti, animali ed umani, mentre Principe viene coccolato solo dall’affetto di John che lo ha ritrovato a zonzo per le vie di Londra.
Il caos che porta Garfield all’interno della lussuosa residenza ne sconvolge la tranquilla armonia dei gesti quotidiani e cerimoniali. Per entrambi i mici la Lasagna diventa un punto d’appoggio, per Garfield che insegna agli animali come si cucina, e ne diventano pazzi, per Principe una deliziosa quanto mai ghiotta scoperta, di cui non potrà più fare a meno.Gli incontri-scontri rocamboleschi di Garfield/Principe con Lord Dargis, o a spese di questo, sono l’anima del film, che oltre ad avere molta azione è costruito su una solida struttura narrativa.

La risata è assicurata, da un superbo lavoro nell’espressione grafica di un Garfield che pare più che vero, con sguardi quasi umani, e da una interpretazione duale di Fiorello che doppia sia Garfield sia Principe in modo maestrale.

American Gods, di Neil Gaiman

American Gods, di Neil GaimanNuova recensione del prolifico Nemo, che dopo aver esplorato le escursioni letterarie del geniale Stan Lee, papà dei supereroi Marvel più famosi, dedica la sua attenzione ad un altro mostro sacro del mondo delle sceneggiature dei comics: Neil Gaiman. American Gods vi piacerà e la panoramica proposta da Nemo stuzzicherà la voglia di leggere questo libro.

Un sicuro vantaggio che offre una fumetteria invece di un’edicola è la cernita che fa l’attento “fumettaio” di quello offre il mercato editoriale, ed è con sorpresa che entrando ho trovato questo libro che ovviamente ho comprato.

Neil Gaiman, inglese, attualmente vive nel Minnesota (US), è principalmente l’autore di SandMan e qui ho detto molto e tanto di cappello. Neil, grande sognatore e creativo nel campo dei comics (Marvel 1602 l’ultima creatura) attualmente si sta dedicando molto allo scrivere romanzi e questo mi fa piacere in quanto questo American Gods è un ottimo libro.

Un tuffo veloce al sito di riferimento dell’autore è d’obbilgo: www.neilgaiman.com

Il libro parla di Shadow, che uscito di prigione viene assunto da Mr. Wednesday come suo tuttofare: Shadow scoprirà un mondo americano dove niente è quello che sembra e dove lavori comuni servono a nascondere le vere identità di Dei maggiori e minori dei vari culti nel mondo, portati negli USA per mezzo delle tradizioni popolari, e costretti a sopravvivere in un America priva di propri Dei, dove la mitologia non è mai esistita e dove queste copie mitologiche degli Dei europei devono accettare la regola primaria della loro esistenza ovvero che un Dio senza adoratori è nientemeno che una semplice persona, al massimo capace di qualche piccolo giochetto magico e dove Mr. Wednesday sapientemente manovrerà per combattere una battaglia finale e raccogliere il maggior favore possibile riconquistando in tal modo la propria dignità di Dio maggiore. Chi è Mr. Wednesday e della battaglia finale lo scoprirete leggendo questo bel libro, e forse scoprirete quanto alla fine un essere umano possa fermare la volontà degli Dei.

Un libro ottimamente scritto, edito nella collana “Piccola Biblioteca Mondadori”, nr. 335, in un comodo formato tascabile, impaginato in modo eccelso e stampato su carta ruvida piacevole al tatto (credo sia carta riciclata) al prezzo popolare di 9€.

Superman Returns

Superman returnsPoteva mancare un inviato della crew di Lusoria all’anteprima nazionale del blockbuster holliwoodiano del 2006? Potevano mancare un manipolo di appassionati di fumetti alla prima del nuovo film ispirato al più celebre supererore di tutti i tempi, diretto da uno dei più grandi registi della nuova generazione, già “papà” dei primi due X-Men? La risposta, ovviamente è NO… Buona lettura.

Premetto doverosamente a chi si prepara a leggere questa recensione, che potrei essere “negativamente” di parte in quanto non sono un amante dei supereroi troppo buonisti, icone americane esasperatamente anacroniste, dei quali Superman incarna il prototipo. Ciò nonostante ho visto di buon grado questo film, certo che il talento di Bryan Singer avrebbe saputo ben rimiscelare gli ingredienti di questo format, attualizzando e rendendo un pò più credibile in senso “morale”, il supereroe dalla tuta blu.
Non mi sono sbagliato: Singer riesce ad attualizzare un personaggio difficile senza per altro far rimpiangere l’amato Christopher Reeve, volto storico di Superman, fino dal 1978, anno del primo film, diretto dallo specialista di action-movies, Richard Donner (Arma Letale) e sceneggiato da Jerry Siegel, creatore di Superman oggi scomparso, ma citato nei credits di Superman Returns inquanto creatore dei personaggi originali.
Il parallelo che si crea tra i “vecchi” film del “superuomo” e questo sequel è inevitabile, ma gestito ad arte da Singer, che decide di non tuffarsi in un remake, ma di riprendere parte della time-line dei film originali, facendo “tornare” sulla terra Superman, il quale si è allontanato alla ricerca dei resti del proprio pianeta natale, Kripton, salvo poi ritornare dopo 5 anni sulla Terra, giusto in tempo per salvare Lois Lane da un incidente aereo. Le sorprese però saranno molteplici e shockanti per Superman / Clark Kent, il quale riprenderà il suo posto di cronista al Daily Planet e scoprirà presto che il suo più acerrimo rivale Lex Luthor è ancora in circolazione.

Esaurita una rapida panoramica della trama, l’attenzione non si può non focalizzare sul cast di prim’ordine scelto dal regista per ridare vita ad un mito del cinema degli anni ottanta: Eccezion fatta per il protagonista, Brandon Routh, attore esordiente scelto per la sua notevole somiglianza al compianto Reeve, il resto degli interpreti è formato da personaggi di rilievo di Hollywood, primo tra tutti il sempre bravissimo Kevin Spacey, che da vita magistralmente ad un geniale ed odioso Lex Luthor. Personalmente lo preferisco di granlunga al grottesco e a volte troppo “comico” personaggio incarnato da Gene Hackman nei primi film. Spacey si cala perfettamente nel ruolo, dosa ironia e cinismo in una miscela perfetta. In una parola, funziona! Altro attore importante è Frank Langella, che veste i panni del direttore del Daily Planet, Perry White, in maniera decisamente aderente al personaggio dei fumetti. Il ruolo di Lois Lane va alla graziosa, ma tutto sommato incolore,forse troppo giovane coi suoi 23 anni, Kate Bosworth. Tra gli altri attori del cast, segnaliamo un simpatico Sam Huntington, nel ruolo del simpatico fotografo Jimmy Olsen e Parker Posey nei panni di una quanto mai frivola, ma tutto sommato ingenua, Kitty Kowalski. Nel cast c’è anche spazio per “un infiltrato”, ovviamente parlo dell’attore James Marsden, che dopo tre film nei panni dell’X-Men Scott Summers (Cyclope), abbandona il gene mutante (e l’universo Marvel), per entrare da comprimario senza superpoteri in quello DC, e nel cuore di Lois (ma fino a che punto?), con la quale condivide la vita ed un figlio di cinque anni. Il suo personaggio, Richard White, è uno dei capi redattori del “Planet”, nonchè nipote di Perry White.
clicca per ingrandireFacciamo un rewind e dedichiamo, a fine analisi, qualche riga al protagonista del film, questo Brandon Routh, attore di bella presenza e belle speranze, che dopo l’esordio televisivo in telefilm di successo quali Will&Grace e Cold Case, viene senza dubbio scelto per la sua effettiva somiglianza somatica con Christopher Reeve, che nell’immaginario collettivo americano E’ Superman! Grazie ad un make-up curato, la somiglianza si rende ancora più marcata, nel tentativo, forse opinabile, di avvicinare il ventisettenne attore originario dell’Iowa a Reeve. Personalmente trovo tale scelta ingiusta. Reeve era un’icona e tale doveva rimanere, indiscussa. Non era necessario creare un sosia per dare successo al nuovo Superman. Nel 2006, una bella inversione di rotta non sarebbe stata sbagliata, ed avrebbe comunque contribuito ad attualizzare un personaggio nato in un’altra epoca, l’americano non americano, dal cuore limpido e dai valori ineccepibili, che forse oggi è poco credibile.
In questo, in ogni caso Singer non cade in fallo e riesce comunque a rendere più “umano” il superuomo, rendendolo preda di conflitti interiori decisamente più moderni di quelli che si potevano percepire nei precedenti film. Inoltre Superman non è perfetto, può perdere o sbagliare anche lui. Cosa che tutto sommato sorprenderà egli stesso. Ma è giusto così. Un supereroe perfetto è molto meno credibile e coinvolgente di un rabbioso Wolverine o di un delirante e psicotico Bat Man. Almeno secondo me.

Il voto da dare a questo film è sicuramente alto, tecnicamente è stupefacente, ma dal regista di film come “I soliti sospetti” e sopratutto di “X-Men”, non potevamo chiedere di meno. Rimane la curiosità di sapere come mai Singer abbia “tradito” l’universo Marvel per tuffarsi nel continum della concorrente DC. La risposta è forse banale: Bryan Singer si è definito un fan di Superman fin da bambino e quindi era naturale per lui accettare l’offerta di dirigere la rinascita del supereroe preferito, suo e di milioni di appassionati di tutto il mondo.
Vi lascio con due piccole curiosìtà: Nel film appare grazie all’uso di materiale d’archivio, il mito Marlon Brando, che veste ancora una volta i panni di Jor El, padre di Superman. Inoltre vi segnalo un cameo, citato nei titoli di coda, di Peta Wilson, la Nikita della serie TV. Tenete quindi d’occhio le sequenze iniziali del film, quando Lois si trova sul Boing ;-)

Il Cast di Superman Returns:

Brandon Routh …. Clark Kent/Superman

Kate Bosworth …. Lois Lane

Kevin Spacey …. Lex Luthor

James Marsden …. Richard White

Parker Posey …. Kitty Kowalski

Frank Langella …. Perry White

Sam Huntington …. Jimmy Olsen

Eva Marie Saint …. Martha Kent

Marlon Brando …. Jor-El (immagini di repertorio tratte dal primo Superman)

Kal Penn …. Stanford

David Fabrizio …. Brutus

Diretto da …. Bryan Singer (“I soliti sospetti”, “X-men”, “X-men 2″)