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LOST

LOSTLost: La serie cult che sta spopolando in America e nel Mondo vincitrice di diversi premi tra cui i Grammy Awards, attualmente in attesa che a Settembre inizi la seconda serie su Sky e in preparazione in America per la terza serie. Facciamo il punto di cosa abbiamo visto e vedremo in autunno in Italia, tra Sky e Rai Due.

Lost tradotto significa perduti, ed effettivamente in questa serie nata per la TV e prodotta dalla rete americana ABC parla di un aereo di linea, l’Oceanic 815 che dall’Australia dovrebbe raggiungere il Nord America ed a causa di una tempesta è costretto ad un atterraggio di fortuna su una spiaggia di questa Isola che, inizialmente ritenuta disabitata, ci mostrerà invece di custodire molti suoi segreti e fatti inspiegabili.
Possiamo sintetizzare i personaggi che portano avanti la serie in 14 persone (personaggi perlopiù sconosciuti al pubblico di massa), su circa una cinquantina di superstit:

Jack il dottore, Locke l’uomo che stava su una sedia a rotelle, la bella Kate che scappa dal suo passato, Claire ed il suo futuro bambino, Jin e Sun i coreani che non conoscono la lingua inglese, Sayid l’ex soldato iracheno, Michael e Walt padre e figlio che stanno cercando di ricostruire un rapporto, Sawyer truffatore incallito ma dal cuore buono, Hurley il vincitore della lotteria, Charlie ex cantante e tossicomane che si vuole riabilitare e Boone assieme alla sua sorellastra Shannon.

Indubbiamente con tutti questi personaggi così caratterizzanti c’è un lato umano che viene sapientemente sviluppato nel corso delle puntate e che porta a costanti flashback nel passato dei protagonisti, attraverso i quali si scopre piano piano che tutte le persone sono collegate tra loro e che niente sull’Isola succede per caso, compreso il loro atterraggio di fortuna. Scopriremo come fa a convivere quest’assortimento di persone costrette a cooperare assieme, troveremo un “Jack the Doc” che diventerà involontariamente il capobanda dei sopravvissuti e che si occuperà di tenere unito il gruppo rappezzando i feriti, in tutto questo avremo a che fare con presunti mostri o sistemi di difesa dell’isola, perché in effetti è questo ciò che arriveranno a sospettare i sopravvissuti che l’isola sia effettivamente dotata di una propria volontà! Il tutto mentre scopriranno che c’è una donna che da anni sopravvive all’interno dell’isola e che li metterà in guardia dagli Altri che stanno arrivando per prendere il neonato di Claire. La prima serie si conclude così con Sawyer, Michael, Walt e Jin che prendono il largo su una zattera dove incontrano degli sconosciuti che rapiscono Walt sparano a Sawyer e che affondano la zattera mentre i superstiti cercano di rifugiarsi in una botola che sembra portare ad un bunker sotterraneo e così ci lascia la prima stagione di Lost.

Nella seconda serie (in Italia vista solo su Sky, nd Menthor), senza eccedere in spoiler vedremo come troveremo altri sopravvissuti dell’aereo conosceremo e scopriremo chi sono gli Altri e cominceremo a capire un po’ di quello che nasconde l’isola, si infittiranno le trame, nuovi legami passati riafforiranno e il cuore dell’isola andrà ad esplodere, insomma ci toccherà aspettare ancora la terza serie sperando che sia quella definitiva.

Sul finale scopriremo come “una famiglia” con il tradimento riuscirà a prendere una barca e tracciar

X Men conflitto finale

X men IIIDopo anni di attesa, ecco arrivare nelle sale Xmen The last stand: Il terzo (e conclusivo?) capitolo della saga dedicata agli uomini straordinari nei quali il gene mutante “X” causa una serie svariata di superpoteri. Ecco qualche indicazione per chi andrà a vederlo, con un suggerimento: Non alzatevi dalla poltrona prima della FINE dei titoli di coda ;-)

Facciamo un piccolo escursus mentale per ricordarci a che punto avevamo lasciato le cose: Wolverine era alla ricerca del proprio passato ed era stato attirato in una trappola da uno scenziato interessato a “recuperare” il suo fattore rigenerante. Dopo una furiosa battaglia tra i mutanti “buoni” di Charles Xavier e quelli “reietti” comandati da Magneto, la tragica morte di Jean Grey e la successiva apparizione di una fenice infuocata nel lago ghiacciato, ci avevano lasciato ad attendere pazienti l’epilogo.
Passato del tempo da quegli eventi, tutti cercano di “ricominciare” la vita “normale”, ma all’istituto Xavier per giovani dotati non tutti si rassegnano alla perdita di Jean. Scott (Cyclops) non si da pace per la morte dell’adorata moglie, ed anche Logan (Wolverine) è scosso. Ma qualcosa scatena in loro la volontà di non credere che Jean sia morta davvero, anche se il Professor X cerca in tutti i modi di dissuadere i propri “allievi” da propositi pericolosi. Ineffetti Xavier conosce alcuni retroscena che fanno di Jean un pericolo per tutta l’umanità.

Nel frattempo, una casa farmaceutica americana sviluppa un vaccino ingrado di sopprimere il gene X e di far tornare “normali” tutti coloro che sanno di essere dei mutanti. Il governo tenta quindi di convincere la popolazione a curarsi. Ovviamente Eric Lensherr (Magneto) non può condividere questo proposito, convinto com’è che i mutanti siano una razza superiore e mobilita un esercito pronto ad insorgere contro gli inferiori umani, alla ricerca di una ossessiva riscossa morale e di una definitiva rivalsa dei mutanti.

Andare oltre nel descrivere la trama sarebbe come svelarvi l’epilogo di una epica battaglia senza farvi prima calare nella situazione. Pertanto non proseguo e vi consiglio di andare a vedere questo film, specie se avete apprezzato i primi due e siete desiderosi di scoprire come va a finire. Per i puristi dico subito che la trama scelta per questo epilogo si discosta un pò dalla timeline tradizionale del fumetto originale per cui non storcete il naso se qualcosa vi suona “sbagliato”. Nel film è ben narrato il fulcro di tutta l’epopea degli X-Men, e cioè la lotta per far accettare il “diverso”. Il regista di questo terzo capitolo, Brett Ratner, ce la mette tutta per non far rimpiangere il predecessore Bryan Singer (passato al “nemico” DC Comics, come regista del prossimo “Superman Returns”), ma ci riesce solo in alcuni aspetti. Ci troviamo quindi difronte ad un film tecnicamente spettacolare, nel quale però i tempi ed i personaggi non sono gestiti nella stessa maniera sapiente e visionaria presente nei primi due film. Tuttavia è un film godibile e pieno di colpi di scena, non vederlo al cinema sarebbe un vero peccato. Forse il film risente un pò dello scarso tempo a disposizione per gestire tutte le trame legate ai singoli protagonisti e quindi dedica troppo poco spazio ad alcuni di loro. Diciamo che i veri protagonisti di questo terzo capitolo sono Wolverine, Storm e Magneto, oltre ovviamente a Phoenix. Mentre per gli altri Xmen quali Cyclops, Rogue, Iceman, Pyro, Mystique e per i nuovi arrivati, ci sono solo poche sequenze. Quindi chi ama alcuni personaggi più che altri è avvisato: Non c’è spazio sufficente per tutti!.

STIC-CON 2006: Lo Stic compie vent’anni e festeggia in pompa magna

STICCON 2006A pochi giorni dalla conclusione dell’edizione 2006 dello STICCON, storico raduno dei fan di Star Trek organizzato dallo Star Trek Italian Club (stic), Nuovaleva ci fornisce le sue impressioni sull’edizione del ventennale dello Stic e ci fa vivere la sua esperienza. Leggendo scoprirete quanto possano essere specieli le persone che gravitano attorno al mondo di Star Trek.

STICCON 2006, la XX edizione di un appuntamento fondamentale e irrinunciabile per tutti i Trekkers, si è svolta come di consueto a Bellaria nel mese di maggio.
Mi verrebbe da dire la più bella del ventennio, se non fosse che è la prima a cui ho partecipato dal primo all’ultimo giorno, consumando le suole delle scarpe fra una sala e l’altra e uno stipendio intero rovistando fra gli stand.
Mai avrei creduto di trovare attori eclettici e disponibili, oltre che assolutamente spassosi e generosi nelle conferenze.
Alle prime, arrivato da solo il giovedì, ho accusato l’ansia da: “E adesso? Che faccio???”. Timidamente ho vistato il pass e sono entrato nel salone del palazzo dei congressi, quasi convinto a girare i tacchi e tornarmene a casa immediatamente dopo. Eppure, miracolo della Trek mania, già i primi volti noti spuntavano fra la gente icon_cool.gif E pensare che l’anno precedente ero entrato solo nel tardo pomeriggio della domenica… Fatto un respiro profondo e armato di una inusuale faccia tosta, a passo sicuro mi infilo nel “supermercato”, la mia sala preferita e la più odiata dal mio portafogli… Per chi non abita vicino all’Ultimo Avamposto è un’occasione imperdibile per rovistare in mezzo ad astronavi, card, action figure, fotografie, pins, DVD, libri e un’infinità di tesori difficilmente trovabili in altri negozi (anche se l’acquisto meriterebbe un capitolo a parte).
Ma la cosa veramente più emozionante è l’incontro con gli attori. La convention di quest’anno ci ha regalato delle perle straordinarie. La performance di Hertzler (Generale Martok) è valsa da sola l’intero fine settimana. Un personaggio eclettico, esilarante, strepitoso e disponibile a mettersi in gioco, al punto di riapparire vestito da sciantosa nella sfilata delle Moire. E cosa dire del pezzo teatrale di Keating (Tenente Reed), che racconta del suo provino assieme a quello di Billingsley (Dott. Phlox) e del suo strano gracchiare per caratterizzare il personaggio alieno? Non da meno Lofton (Jjake Sisko), che con una grande simpatia ha raccontato dei suoi primi passi da adolescente sul set, dei suoi rapporti con gli adulti di scena e di come Avery Brooks (Benjamin Lafayette Sisko) sia rimasto male per essere stato il primo e unico Comandante a morire a fine serie. Certo che ce n’è stata da vedere e da sentire. Tanti attori minori oltre ai principali, ma “minori” in cosa francamente non saprei dire, visti gli splendidi momenti che ci hanno proposto.
Ma alla fine un paio di serate con Hertzler e Lofton in birreria, vi garantisco che sono qualcosa di impareggiabile. Due persone splendide e disponibilissime, che al di là di essere attori sono persone e come tali amano essere trattate. Sedere allo stesso tavolo, bere birra, ballare assieme e chiacchierare come vecchi amici senza necessariamente portare la discussione sui personaggi o sulle solite ritrite domande da giornalisti, lascia veramente il pieno che solo due persone straordinarie e semplici come loro possono lasciare.

Grazie per il divertimento e l’amicizia, grazie per averci fatto scoprire due persone vere oltre al costume, grazie per averci fatto ricordare questo evento.

Ice Age 2: Il disgelo

Ice Age 2La prima recensione di Principessa è dedicata ad uno dei film più attesi ed esilaranti di questa stagione, il seguito altrettanto divertente di uno dei cartoni animati digitali di maggior successo della storia: Godetevi quindi la seconda Era Glaciale!

Scrat – lo scoiattolo dai denti a sciabola

Diego – la tigre dai denti a sciabola

Sid – il bradipo

Manfred (Manny) – il mammut

Ellie – la mammut

Crash & Eddie – i due opossum

Ritornano i nostri amici dell’era glaciale in una nuova, divertente avventura. Scrat è sempre impegnato con la sua ghianda, gli esilaranti tentativi di salvarla dall’imminente inondazione causata dal disgelo, oppure dai piranha preistorici.. (son brutti tanto!), oppure dalle zampe della grande aquila, sono i momenti in cui non si può restare fermi in poltrona e ridere, impossibile! Si ride talmente di cuore che sulla poltrona ci sobbalzi.
Nel frattempo Sid ha aperto un parco divertimenti nella vallata, un vero e proprio parco con tanto di piscine e scivoli, geyser, pozze di fango e quant’altro di divertente possa esistere .
Lui, Manny e Diego scoprono che il disgelo sta per far crollare la diga di ghiaccio che protegge la vallata in cui si è raggruppata la colonia, e dovranno convincere tutti a rimettersi in marcia alla ricerca di un luogo più sicuro.
Durante il cammino incontreranno Ellie dolce, tenera, morbida mammutina e i due irrequieti, puzzolenti (e tanto altro …) opossum Crash e Eddie. Manny farà di tutto per essere meno rigido, disarmato dallo spirito libero di Ellie che crede di essere tutt’altro che un grosso, enorme mammut.
Intanto Diego dovrà affrontare l’unica cosa di cui ha paura, l’unica cosa cui davanti il suo enorme coraggio viene meno.
Sid invece troverà dei suoi simili, che gli offriranno una divertente, inaspettata, glaciale .. sorpresa. Ma .. ci sono anche dei cattivi in questo film, non ve l’ho detto? Eh sì, però .. come succede nelle belle storie .. non l’avranno vinta.

Beck – Mongolian Chop Squad

Dynit porta nei nostri lettori DVD e contemporaneamente nelle nostre librerie, una delle serie più interessanti del panorama Manga/anime degli ultimi anni. Si tratta di una serie che miscela sapientemente musica, emozioni adolescenziali e voglia di successo. Con vari spunti tipici della fantasia nipponica. Lusoria ve ne parla volentieri.

Premessa:

E’ la prima volta che mi trovo a recensire un opera che in Italia esce contemporaneamente sia nella sua forma originale a fumetti che nella trasposizione televisiva, in ogni caso, ho visto con passione il primo DVD della serie Beck, ma non ho letto il fumetto completamente, posso dire che si tratta in entrambe le versioni di un’opera interessante, piena di spunti originali e molto ben gestita a livello di sceneggiatura e di scenografia. Sia nel caso della versione cartacea che di quella animata, non ci troviamo difronte a veri capolavori sul lato tecnico, tuttavia possiamo trovare spunti originali ed interessanti senza troppa fatica. Cercherò di proporre una breve recensione per punti chiave, che vi possa instradare verso la versione che preferite, se per voi comprarle entrambe può essere inutile o proibitivo. Personalmente trovo che ne varrebbe la pena!

La storia:

Yukio Tanaka, detto Koyuki per un bizzarro caso di omonimia che scopriremo fin dalle prime battute della serie, è il classico ragazzo apatico, senza interessi particolari, senza stimoli, timido e pasticcione con le ragazze (sopratutto quella per la quale prova qualcosa…) e comunque mai pienamente a suo agio quando si trova in compagnia dei propri coetanei. Koyuki non è certo entusiasta della propria vita, vorrebbe cambiare, migliorare, diventare ‘qualcuno’. Il problema è questa sua certezza è smontata da una marea di dubbi, domande, crisi di identità. Saranno un incontro con un buffo cane ed un seguente avvenimento particolare che non anticipo, a scrollare Koyuki che, dopo un pianto liberatorio si renderà conto che forse non è vero che nella vita nessuno si preoccupa per lui… Il paragone che mi è subito saltato in mente (seppur con le dovute differenze) è quello con Shinji Ikari di Evangelion, complice anche la voce di Daniele Raffaelli, che nell’edizione italiana doppia (magistralmente) entrambi. I conflitti che Yukio vive dentro di se, ricordano da vicino quelli del Third Children, anche se stavolta non sarà un robot antropomorfo gigante a cambiare la sua vita, ma, molto più “banalmente”, la passione per la musica e l’incontro con Ryusuke, giovanissimo musicista da poco tornato a Tokio dagli “states”, dal passato incerto, nonchè padrone di un certo cane “pezzato”… Non vado oltre, sarebbe spoiler, meglio lasciare agli interessati la scoperta della storia. Per altro al momento sono stati pubblicati solo 2 numeri del fumetto ed il primo DVD con tre episodi, quindi anche volendo non potrei andare troppo oltre.

Il fumetto:

BECK fumettoSi tratta di un’opera del bravo e particolare Harold Sakuishi, pubblicata per la prima volta in Giappone nel 2000 da Kodansha e per il quale Dynit ha acquisito i diritti ed ha iniziato la trasposizione nel 2006. Viene distribuito sia in edicola che in fumetteria, come titolo facente parte della collana “Boys”. Circa 200 pagine a numero con sovracopertina, alcune pagine a colori e cura complessiva dell’edizione nella media Dynit. Devo segnalare con rammarico che a seguito di una riorganizzazione del settore logistico, Dynit ha sospeso la pubblicazione di questo fumetto dopo l’uscita del numero 2, per riprenderla a partire da settembre 2006, ripartendo dal primo numero!

Il DVD:

BECK DVDIl primo DVD viene pubblicato in “promo” da Dynit che ci presenta tre episodi (e ricchi specials) al prezzo di lancio, per tutto maggio di €9.90. Il formato video è 4:3 e l’audio è in Dolby Digital 5.1, tutto nell’ordinario quindi. I menu sono molto ben fatti, curati e animati con stile dall’azienda bolognese che cura le edizioni Dynit già da diverso tempo, e la qualità complessiva si vede. Il doppiaggio è discreto, ci sono alcune parti in “inglese” che faranno storcere un pò il naso a pignoli e puristi, ma nel complesso non penso ci si possa lamentare. Buona, ma un pò “particolare” l’animazione, che cura molto il labiale, ma ci presenta movimenti un pò poco naturali e sequenze che forse potevano essere curate maggiormente. Ma Beck ha altri punti di forza, il primo è la trama, il valore aggiunto nell’edizione DVD rispetto al fumetto sono le musiche, che saranno uno degli elementi distintivi della serie.

Conclusioni:

Ammetto ancora una volta di aver privilegiato l’anime al manga, almeno fino a quando Dynit non avrà chiarito se regolarizzerà la pubblicazione del fumetto, che ricordo essere sospesa fino a settembre. Trovo comunque molto valide entrambe le versioni, e credo che sapranno catturare l’interesse degli appassionati nostrani, specie quelli che ascoltano il Jpop. Non mi resta che augurarvi Buona Visione&Lettura.