Mars

MarsL’opera Mars rappresenta uno dei migliori manga ideati e disegnati da Fuyumi Souryo Sensei. L’autrice, non ancora ben conosciuta in Italia all’epoca della prima uscita di Mars (nel novembre del ‘99) ha riscosso immediatamente un non così aspettato successo presso adolescenti ed adulti appassionati del genere shoujo.

Mars a mio parere non è proprio ben classificabile come categoria di appartenenza poichè i suoi contenuti non sono rappresentati solo da classici sentimenti d’ amore e fraintendimenti fra i personaggi, ma da un’ analisi ben piu’ profonda dell’ animo e della psiche umana dal punto di vista delle emozioni in generale, spingendosi sempre più in profondità, fino a scendere nel dettaglio di traumi e ricordi rimossi dell’infanzia; temi scottanti che tutt’ oggi nella realtà non possono essere ignorati poichè riguardano molte più persone di quanto si possa pensare. Forse proprio per questa ragione la storia ha saputo appassionare un pubblico così ampio; diversa, cruda, ambigua, shoccante, spesso crudele, ma capace di far sognare, ricca di colpi di scena drammatici che rasentano la follia, è resa ancora più particolare e incredibilmente comunicativa dallo stile della Souryo Sensei, i cui disegni sono artisticamente (a mio parere) di grandissimo valore, non solo per via dell’estrema cura estetica, ma soprattutto grazie al fatto che dallo stile delle tavole, dal dosaggio sapiente del bianco e nero, dall’impostazione delle pagine stesse, ne fuoriescono quasi in maniera empatica i sentimenti e le emozioni dei personaggi stessi.

La pubblicazione è della Star Comics sul mensile Amici.
La storia completa, nell’ edizione italiana, si articola in 15 volumetti le cui tavole purtroppo sono state ‘rovesciate’, cosi’ che la lettura si presenta all’italiana, con alcune incongruenze tipiche del caso (per citarne una: il protagonista Rey Kashino che parte sulla sua Ducati Monster accelerando con la mano sinistra…). Altra nota dolente a mio parere sono le traduzioni; in realtà nell’ edizione italiana è stato usato un italiano ricco di imperfezioni forse per avvicinare i giovani personaggi alla storia e per favorire maggiore comunicatività nel lettore; resta il fatto che sotto certi aspetti leggere errori di coniugazione dei verbi o passaggi dal presente al passato distraggono dalla storia stessa!

La trama nelle prime pagine, si indirizza verso l’ incontro casuale di due personaggi totalmente diversi tra loro: il bellissimo e superficiale Rey Kashino, giovane promessa del motociclismo giapponese, e la piccola introversa Kira Aso, studentessa appassionata d’ arte. Ma l’ illusione di una prossima banale storia d’amore non tarda a scemare. Kashino non è così superficiale come sembra. Dietro ad una smodata passione per il motociclismo agonistico e per le belle donne, nasconde un passato misterioso e ambiguo a cui lui stesso pare non dare eccessiva importanza nonostante sia costellato di “buchi temporali” e di dettagli sconnessi. Il suo atteggiamento di apparente disinteresse per il valore della vita umana, i suoi comportamenti violenti di fronte alle inguistizie e di sprezzo del pericolo sconfinante addirittura nel masochismo, fanno contrasto con il suo innato senso della giustizia e l’ innocenza e ingenuità che lo fanno somigliare ad un bambino. Il suo interesse per i dipinti di Kira, risveglia nella ragazzina sentimenti che lei stessa non riesce a comprendere: d’un tratto, una persona che credeva superficiale e disgustosa diviene premurosa e piena di sentimenti.
L’ avvicinamento tra kira e rey e’ inevitabile, ma difficoltoso; per il suo atteggiamento quasi autistico verso il mondo che la circonda, anche Kira nasconde motivazioni ben precise che non tarderanno a venire a galla con tutto il dolore rimasto nascosto per anni. I due giovani senza nemmeno rendersene conto si innamoreranno; e nel corso della storia, con il susseguirsi degli eventi, i misteri verranno svelati, e questo amore adolescenziale maturerà e si plasmerà grazie al maturare dei due protagonisti e al reciproco aiuto che riusciranno a scambiarsi nei momenti più difficili: una scena della storia vede Rey e Kira sulla spiaggia, intenti ad aiutare due bambini a costruire un castello di sabbia. Davanti al loro castello finito e riuscito splendidamente, Kira si rattrista dicendo che l’indomani del castello non sarebbe rimasta traccia e Rey le risponde: “se scompare basta ricostruirlo di nuovo; se vuoi lo ricostruirò all’infinito.. anzi, lo ricostruiremo insieme”. Il retrosignificato psicologico di questo concetto del “ricostruire” qualcosa risulta ben chiaro al lettore che abbia compreso la storia vissuta dai due protagonisti ed il loro passato di bambini. Souryo Sensei si dimostra capace di ideare una trama ben profonda e drammatica, ma senza trascurare tra un evento e l’altro molti lati ‘divertenti’ e buffi del carattere dei protagonisti, soprattutto dei personaggi secondari, estrapolando da situazioni difficili e problematiche anche l’aspetto ironico e riuscendo in tal modo a “sdrammatizzare”.

Altre opere di Souryo Sensei sono: “Doll”, pubblicato dalla Star Comics sulla collana Amici dal novembre del 2003, “ES”, pubblicato dalla Star Comics su Point Break dall’ottobre del 2002; la raccolta di 4 racconti “Sole Maledetto”, edito da Star Comics nel gennaio del 2003; “Tamara”, edito dalla Star Comics ed uscito di recente (luglio 2005), che rapparesenta uno stile tutto nuovo della Souryo Sensei.

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