La Playstation 3 è atterrata in Italia

Sony Playstation 3Tra fermento, aspettativa, speranza e preoccupazione, fa il suo ingresso trionfale (?) in Europa il nuovo gioiello tecnologico pensato dalle menti di Sony Computer, con l’ausilio di “mostri sacri” come IBM e NVidia. Quattro mesi più del resto del mondo che hanno creato attesa, ma anche paure in parte confermate, specie dopo il debutto negli altri mercati mondiali, che forse è stato sotto le aspettative, specie negli USA. Ecco la nostra recensione…preparatevi ad un approccio sgarbato!

Fatto numero 1: La versione “euro” di Playstation 3 doveva uscire in contemporanea europea a mezzanotte del 23 Marzo 2007. Alcuni “geni” del marketing e del commercio di casa nostra hanno però pensato bene di speculare, anticipando la vendita delle console di due giorni, in pratica appena scaricate dai furgoni dei corrieri che le hanno distribuite per lo stivale. Quindi il desiderio di Sony, di avere un lancio contemporaneo solo quando la distribuzione fosse terminata si è infranto contro lo scoglio della mancanza di rispetto di alcune catene di grandi magazzini, con le quali Sony tenta prima di fare la voce grossa, salvo poi nascondere la coda tra le gambe. Il mercato di PSX3 è troppo importante per perdere i favori dei giganti come Mediaworld, Saturn, Euronics, Trony e così via…quindi meglio “abbozzare”. Chi ne fa le spese secondo voi? La piccola distribuzione, i negozi specializzati che non possono fare altrettanto, perchè in quei casi le ritorsioni della Sony ci sarebbero, perchè è facile prendersela con i più deboli, e non abbiamo dubbio alcuno che sarebbe successo.
Vabbè, solita figuraccia in puro stile “italiota”. Meglio stendere un velo pietoso

Fatto numero 2: La versione “euro” di Playstation 3 esce solo in edizione “deluxe” e quindi con Hard Disk da 60 gigabyte, joypad sixaxis wi-fi e cavetteria. La versione “economica” è solo un ipotesi per il futuro. In tutto questo la console parte con un prezzo di base di 599€, maggiore di quello di Xbox360 pro (che costa 399€, sempre con un Pad wireless e con il telecomando per il lettore DVD, se non erro!) , e di Wii (che costa “solo” 259€, con un controller Wimote, un Nunchuck ed un gioco!).

Fatto numero 3: La versione “euro” di Playstation 3, a fronte di un prezzo in linea con le analoghe edizioni USA e Giapponese, si presenta “menomata” del cosìdetto “emotion engine”, ovvero di quel particolare chip hardware dedicato alla gestione in emulazione, dei giochi per Playstation e Playstation 2, così che il compito di far funzionare i vecchi giochi è tutto lasciato alla componentistica hardware standard ed al software. I risultati sono deludenti, molti giochi non girano o girano in maniera parziale, con difetti ed errori. Forse la più grande delusione di questo esordio.

Fatto numero 4: Alcune piccole cosine che forse non sapete: Per esempio, se volete far funzionare un “vecchio” pad delle precedenti psx su Playstation 3, dovrete munirvi di un accessorio commerciale che converta la presa dei vecchi pad in una presa USB, tipo di periferica scelta da Sony per standardizzare la neonata, e che si usa per collegare i nuovi pad “sixaxis” sia per l’uso wired che per ricaricarne le batterie. L’accessorio citato costa circa 10€. Ma molti si potrebbero domandare il perchè di questa necessità. E’ semplice: Primo perchè un pad sixaxis aggiuntivo costa ricchi 50€ e secondo perchè molti non lo sanno, ma i nuovi pad della Sony non vibrano! Si avete capito bene, non hanno il tanto osannato force feedback presente nei Dual Shock e Dual Shock 2. Come mai? La Sony sostiene che visto che da anni c’era in ballo una causa con l’azienda che ha inventato i force feedback, per evitare ulteriori grane, si è vista costretta a non implementare questa feature nei nuovi pad. Io penso che c’entri anche una questione legata al consumo di energia del sistema di vibrazione…ma è pura speculazione personale. Fattostà però che nel frattempo (prima del lancio della Play3 in Europa), la Sony si è accordata con l’azienda proprietaria del brevetto del force feedback e quindi presto potremmo vedere nuove versioni di sixaxis che avranno la “novità” della vibrazione. Se già ora un pad costa 50€, prepariamoci a sborsare di più per sentire nuovamente le nostre mani vibrare sotto i colpi dei nostri giochi preferiti.
Avete una collezione di giochi per la Playstation 2 e volete continuare a giocarci, sfruttando i dati salvati sulle vostre memory card da 8 mb? Bene! Vi servirà un adattatore anche in questo caso. Si, perchè Playstation 3 ha sull’anteriore un lettore di SD, MMC e Memory Stick, ma non una porta per memory card compatibile con le vecchie “play”. Così la solutione è l’ennesimo adattatore che permette di connettere ad una porta USB la vostra scheda di memoria con i vecchi salvataggi. Perchè tutto ciò? Per la cronaca, alla porta USB potrete connettere per vostra comodità anche una serie di altri adattatori, come una normale tastiera USB, che vi faciliterà l’uso dell’interfaccia di gestione della console. Altra cosa da dire: Se avete un televisore HD, sappiate che la Playstation 3 è l’unica console che al momento supporta lo standard chiamato “Full HD 1080p”, ovvero il massimo della definizione raggiungibile da un TV HD (che, attenti, troverete solo nei TV HD più costosi! Il termine “HD Ready” non vuol dire che il vostro LCD o plasma supporta quella risoluzione, anzi al 99% non lo fa, specie se avete pagato il vostro gioiello meno di 2.000€). Però ricordate che se vorrete connettere la vostra nuova console tanto amata ad un televisore di questo tipo, dovrete compare un accessorio separato, ovvero il cavo HDMI, non incluso nella confezione, dove troverete ahimè solo il solito cavo composito RCA.

Dopo tutti questi fatti, siete ancora interessati ad avere subito la vostra Playstation 3? Si? Bene, allora ecco a voi un sunto della situazione.

La console appena sfornata da SCEE è senza dubbio un gioiello di tecnologia e design: E’ più potente delle concorrenti, grazie al fantastico processore IBM Cell, un RISC PPC dalla potenza di calcolo inaudita, che fa rabbrividire anche un moderno processore per PC di fascia Xeon Itanium. Inolte è nera, lucida, elegante, con quella scritta PLAYSTATION 3 che ricorda nel font e nello stile, quella del logo del film SPIDER MAN, altra creatura del mondo Sony. Sarà un caso? Credo di no.
La Playstation 3 presenta un menu utente che ricorda quello già visto nella PSP, ma migliorato ed arricchito di nuove funzionalità specifiche. Quando accenderete la console, sarà un sottofondo classico ed elegante ad accogliervi. Scoprirete subito quante belle cose potrete fare con PSX3. Questa console è “nata per essere online”, infatti è già pronta a supportare la rete Wi-Fi di casa vostra (supportando appieno la codifica WPA e WEP), oppure per chi preferisce, c’è la porta Ethernet con connettore rj45 e cavo di rete incluso.

Finita questa breve serie di preamboli, pensate ancora di volere subito una Plasystation 3? Molti diranno di si, qualcuno sarà incerto, ma sono sicuro che in pochi diranno di no, e forse l’unico freno al momento è il prezzo, specie per i più giovani che non possono permettersi di sborsare un milione e duecentomila lire del vecchio conio, per il nuovo gioello di Sony, e quindi credo dovremo aspettare almeno la prossima Pasqua per avere un dato di vendita significativo, ma visto che le premesse di vendita ci sono tutte, non foss’altro che per il blasone che la nuova console si porta con se, andiamo avanti con la recensione!

Inutile negare che noi di Lusoria siamo arrivati “ultimi tra gli ultimi”, il web è pieno zeppo di recensioni di Playstation 3, molte uscite in anteprima grazie a chi, con i giusti mezzi editoriali, ha potuto mettere le mani sulla console prima dell’uscita, magari in edizione USA o Giapponese. Noi ovviamente non abbiamo alcun mezzo e quindi abbiamo potuto fare solo due cose: Raccogliere le informazioni più attendibili ed accreditate già apparse in rete ed aspettare il fatidico 23 marzo per toccare con mano la creatura. Cercheremo perciò di non dire cose già arcidette o arcinote, e ci proporremo l’obbiettivo di mettere l’accento solo sulle cose davvero interessanti. Una di queste è l’interfaccia di gestione della Playstation 3, che rappresenta l’evoluzione della già nota XMB (XcrossMediaBar), già presente nella sorellina PSP. E’ il vero centro di controllo della Playstation 3, è evoluta, elegante e raffinata, dall’impatto forse più “formale” di quello di Xbox360, forse perchè Play3 si presenta a tutti gli effetti come un oggetto tecnologico di prossima generazione, un pò altezzoso e vanitoso. Se collegate Playstation 3 ad un televisore HD ready e un impianto home theatre e connettete una qualunque tastiera con mouse (magari un kit codless Logitech), avrete subito un centro multimediale perfetto ed assoluto. Cosa che fa di questo oggetto qualcosa che va ben oltre la console per vidogiochi! Anzi al momento il videogiocare rappresenta forse l’aspetto “secondario”. Playstation 3 è inatti appena nata ed inoltre la difficolta da parte dei programmatori delle software house a sviluppare giochi che sfruttino le potenzialità di psx3 non è un segreto, quindi se vorrete vedere qualcosa che vi stupisca, credo dovrete aspettare almeno un annetto. Guardate il fenomeno “Gears of War” per Xbox360: E’ un gioiello di videogaming, ma è arrivato solo dopo un anno abbondante dall’uscita sul mercato della console Microsoft, e non rappresenta certo l’apice di quello che con l’hardware si potrà fare, ma solo una milestone da superare.
Per Playstation 3 sarà la stessa cosa: I primi giochi sembreranno anche deludenti, ma tra un anno o due perderemo il fiato dinnanzi a giochi che faranno impallidire la realtà. Non ci vuole una sibilla per capirlo, è già successo con le precedenti generazioni. Quindi, dicevamo, l’esperienza multimedial è assoluta grazie all’alta risoluzione che supera per la prima volta quella dei PC di fascia alta, grazie ai 1920×1080 pixel che si possono raggiungere con un giusto televisore. Vedere un film in Blue Disc sarà un esperienza unica, ascoltare un Super Audio CD in surround sarà l’immersione assoluta nel suono… insomma siamo già alla prossima generazione! Io almeno la vedo così: Se Xbox360 rappresenta il meglio che l’attuale generazione ci permette e Wii incarna il divertimento assoluto che viene prima della potenza, Playstation 3 dal canto suo si pone come primo esempio della prossima generazione. Lo scotto da pagare per chi compra oggi la console Sony è però quello di spendere più degli altri per un prodotto che sfrutterà al massimo solo tra un pò di tempo, quindi probabilmente chi la comprerà tra un anno, spenderà meno e la godrà fin dal primo momento. Mossa che sembrerebbe la più azzeccata dal punto di vista del consumatore. D’altra parte Sony ha bisogno dei consumatori “d’elite”, quelli che comprano subito anche solo per il gusto di essere i primi, perchè il terreno perso nei confronti di Microsoft e Nintendo è già un abbisso, non si poteva aspettare ancora. Tanto più che i dati di vendita di Wii sono entusiasmanti ed hanno spiazzato un pò tutti, e Microsoft prepara la contromossa: Per contrastare Nintendo proporrà il proprio core system ribassato di credo 100€, mentre per contrastare Sony la mossa è duplice: L’attuale modello di punta, Xbox360 pro, scenderà anch’essa di prezzo, arrivando al lusinghiero prezzo di 299€, ed alla gamma si aggiugerà l’edizione “elite”, tutta nera (chi vi ricorda?) e col supporto al full-hd ed altre belle cose nuove.
La battaglia quindi impazza come mai prima, e Sony dovrà spingere molto sulla convergenza multimediale di Play3 per vincere, specie stavolta che parte non come avversario da battere, ma come semplice inseguitrice, in un mercato in cui è arrivat per ultima, con un prodotto superiore agli avversari, ma che potrebbe arrivare troppo tardi, specie per i mercati esterni al Giappone, dove Sony non ha problemi a sbaragliare Microsoft, ma dove deve lottare contro Nintendo più di quanto ci si potesse aspettare. In USA i dati parlano chiaro: Da dicembre Wii è in testa alle vendite, tampinata da XBox360 che però è in commercio da più di un anno di anticipo e Playstation 3 è distaccata all’ultimo posto, in salita, ma non troppo. Sony dovrà spingere molto con politiche di accesso ai prodotti online e con prezzi concorrenziali per giochi e servizi se vorrà riprendere terreno, pur ben sapendo che al momento vendere una Playstation 3 vuol dire andare in remissione. Perchè? Perchè il cuore tecnologico di questa bomba della Sony, a partire da “Cell”, il potentissimo processore RISC PPC creato da Sony con l’aiuto di IBM e Toshiba rappresenta un passo avanti enorme nella storia dell’informatica e la scelta di montare per la prima volta Cell su un prodotto consumer come una console per i videogiochi vuol dire investire risorse enormi in un prodotto che ha comunque un prezzo contenuto, da cui la necessità di vendere ad un prezzo inferiore al vero valore di mercato rappresentato dal prodotto finito. Se poi si considera anche il valore del lettore Blue Ray Disc, la considerazione è presto fatta. Insomma, Sony si muove in un mercato delicato, dove il margine tra fallimento (e crisi totale) e successo è quasi impercettibile.
Altra freccia nella faretra di casa Sony è senza dubbio il nuovo network pensato per i giocatori di Playstation 3, che al debutto vanta tre sezioni: La prima è lo store, dove si possono downloadare prodotti multimediali gratuiti (come demo, trailer di film e così via) o a pagamento, dopo aver caricato nel proprio portafoglio virtuale i fondi necessari, via carta di credito. In questo negozio online si trovano già adesso delle chicche: Tekken 5 Dark Resurrection è una di esse, costa 10€ e rappresenta una nuova edizione di Tekken 5 completamente giocabile in multiplayer con avversari che arrivano da ogni parte del mondo attraverso il Playstation Network. Ma c’è anche ciò che rimane del dismesso progetto Gran Turismo HD, che abbandonato per vari motivi è diventato un gioco gratuito dalla grafica emozionante, che può essere giocato da tutti i possessori di Playstation 3 che abbiano un accesso a banda larga ad internet. Ci sono inoltre demo dei titoli in uscita, trailer dei prossimi film in Blue Ray Disc, come Casinò Royale e tanto altro ancora.
Il secondo canale è quello dedicato al gioco online in multiplay (che supporta tra l’altro anche le periferiche come Eye Toy), alla chat testuale e multimediale e alla gestione della propria messaggistica. L’ultimo canale altro non è che il browser internet che permette di navigare il web come su un pc, a patto però di avere un monitor o una TV HD, altrimenti la bassa risoluzione dei televisori tradizionali causa qualche difficoltà di browsing e visualizzazione dei siti internet più complessi, non adatti alla visualizzazione alla risoluzione tipica di un tv color standard.
Ancora? Si ce n’è per tutti. Se siete già fieri possessori di una PSP, sappiate che questa console della Sony può vivere in perfetta simbiosi con la sorellona, grazie ad un sistema di scambio dati e gestione da remoto perfettamente ottimizzato, che vi permetterà, per esempio, di fare il browsing dei contenuti presenti su Playstation 3 sullo schermo della vostra PlayStation Portable, o di trasferirli tra l’una e l’altra console senza fatica.

Ci sarebbe ancora così tanto da dire, ma il resto spetta al tempo ed al giudizio degli hardcore gamers più incalliti, ai quali Play3 si rivolge prima che ad altri. Non parlo di giochi per ora, è prematuro e quello che si trova sugli scaffali, come ho già detto, non rappresenta di sicuro le potenzialità di questo nuovo mostro dell’intrattenimento videoludico. Aspettiamo fiduciosi titoloni in lavorazione, come Metal Gear Solid 4 o GT 5, entrambi in lavorazione, prima di esprimerci: Farlo ora sarebbe un errore madornale.

Here Wii Play

Nintendo WiiDopo “anni” di attesa, rimandi, perplessità, finalmente Lusoria sbarca nel mondo delle recensioni delle consolle, già ipotizzato ed annunciato a più riprese, e poi sempre accantonato negli anni. Non potevamo più aspettare: Dopo il lancio, un anno fà di XBox360, ora è la volta di Nintendo Wii (di cui parliamo in questo speciale) e la primavera sarà la volta dell’uscita italiana di PSXIII… Ma partiamo dall’ultima consolle Nintendo: Wii!

L’avevo vista più di una volta in questi ultimi giorni, e sembrava strizzarmi l’occhio dalle vetrine. Ma ultimamente tendo ad essere molto accorto nelle spese, quindi ho sempre fatto finta di niente, ed ho tirato dritto. Però una volta arrivato a casa, ho sempre passato ore sul web a documentarmi sulla neonata Wii, che seppur sulla carta non rappresenta di certo il “non plus ultra” delle consolle di nuova generazione, ha sicuramente nel suo cuore un hardware di tutto rispetto ed una serie di trovate che la rendono, almeno in teoria, innovativa, divertente e pronta a dare al giocatore un’esperienza ed un coinvolgimento fuori dal comune e senza precedenti.

Iniziamo con qualche dato tecnico: La Wii vanta un cuore PowerPc RISC (nome in codice “Broadway”) realizzato con tecnoligia a 90 nm SOI CMOS, sviluppato e prodotto in collaborazione con IBM ed un chip grafico dedicato realizzato da ATI. Entrambi i marchi appaiono in bella vista, sulla scatola il primo e sulla console il secondo. La interna ammonta a 512MB (possono apparire pochi, ma per un sistema ottimizzato non lo sono e pensate che la PSXII disponeva di “soli” 128 mb di memoria), due porte USB 2.0 ed un modulo wireless integrato che permette la connessione ad internet di Wii tramite una wlan 802.11b/g. Inoltre è possibile espandere la memoria flash interna grazie alla presenza di una porta per leggere schede SD. Il design, elegante ed accattivante, è stato ottimizzato da processi tecnologici all’avanguardia che garantiscono dimensioni compatte, minimizzando il consumo energetico e consentendo l’utilizzo della in modalità “WiiConnect24″. Io stesso, quando ho aperto la confezione, non credevo ai miei occhi… se il GameCube era piccolo e compatto, la Wii è ancora più piccola, eppure a differenza del fratello anziano, è elegante e sinuosa nelle sue forme hi-tech e nel suo colore bianco laccato, che aderisce, potremo dire, al cosidetto “Mac style”. Bella, poi ha gli inserti luminosi attorno al lettore celesti, già li adoro!

La vera novità della neonata macchina Nintendo, è però il controller wireless e sensibile al movimento, che promette nuove esperienze di coinvolgimento. Forse dedicherò uno speciale a parte, al controller Wi-Mote di Wii, dopo che lo avrò provato e ne sarò pienamente padrone. Diciamo però subito che Nintendo ha avviato una massiccia campagna di richiami per i laccetti che servono ad ancorare il WiiMote al polso del giocatore, inquanto pare essere fragile ed in alcuni contesti il controller è volato letteralmente via dalle mani del player, causando bizzarri ed a volte pericolosi incidenti vari, tra cui la rottura del controller stesso, ed in alcuni casi dello schermo TV col quale si stava giocando! State quindi molto attenti!!!
Ormai il binomio console-internet è un dato di fatto, quindi sappiate che esiste un network al quale Wii si potrà connettere tramite la vostra ADSL, per permettervi scambi coinvolgenti, giochi in multiplayer remoto (funzione per ora solo prevista, ma che sappiamo già sarà gratuita) e l’accesso a tutta una serie di servizi ad-hoc pensati da Nintendo apposta per i possessori di Wii. Canali internet tematici e funzioni multimediali sono già integrate in parte nel Wii, ma la promessa è che il network si espanda e cresca sempre più. Qui non siamo nel “sol levante” e quindi nessuno ci potrà dare garanzie a riguardo, certo che in Giappone questo tipo di cose sono all’ordine del giorno. Per la cronaca, al momento in Italia sono disponibili il solo canale “Shop” dove comprare software e “retrogames” per la console virtuale ed il canale meteo. Prossimamente sarà attivo il canale notizie. Segnalo la presenza della beta del browser internet sviluppato da Opera per Nintendo, scaricabile gratuitamente, col quale potrete navigare tramite la TV. Vediamo se la grande “N” saprà sviluppare il proprio business online anche in Europa.

Veniamo ora alla confezione: E’ impressionante come, in un package molto contenuto si trovino la console, due tipi di supporto diversi, un pad wireless completo di “Nunckuch”, (l’espansione del controller per giocare con i giochi più complessi), i cavi necessari al collegamento alla TV, al sensore necessario ai WiiMote ed all’alimentatore da collegare alla rete elettrica, un CD con il gioco “Wii Play” e tutti i manuali del caso.

La console, come detto è compattissima eppure al suo interno racchiude, oltre al cuore informatico già descritto, anche 4 slot nei quali connettere i pad del GameCube e due lettori di memory card per i giochi sempre provenienti dal “vecchio cubetto”. Il punto di forza del Wii credo sia la semplicità d’uso, che la pone di sicuro al vertice del mercato, che permetterà ai più fissati giocatori, così come ai “casual player” di divertirsi immediatamente con la console. L’accesso ai canali ed alle funzioni di configurazione è comunque semplice ed immediato. L’unica cosa che forse necessita di un pizzichino di know-how specifico è la connessione del Wii alla rete wireless di casa, ma se avete una rete senza filo, avrete molto probabilmente tutte le conoscenze per configurare l’accesso. Wii dispone a tal proposito di una funzione chiamata “Wii Connect24″ che consente alla console Nintendo di rimanere connessa al web e di scaricare aggiornamenti (per esempio le info del meteo), anche quando la medesima è in stato di Stand-By, purchè il network wireless sia disponibile. Come detto, Nintendo ha puntato a realizzare un prodotto dai consumi contenuti e dall’alta affidabilità, quindi non temete, potrete tenerla accesa 24 ore su 24, senza rischiare che si guasti o che consumi troppa corrente.

Non mi posso ancora esprimere sulle piene potenzialità della neonata, posso però dire che il mio parere di giocatore di vecchia data (ho iniziato quasi 25 anni fà con un Atari 2600 a videogiocare), è complessivamente positivo, ma ci sono un pò di aspetti da chiarire: Wii non è una console pensata per hardcore players, visto che non offre neanche lontanamente le performance di X-Box360 o di Playstation3! Diciamo che il suo cuore nasconde la stessa architettura del GameCube, solo in parte potenziata e rivista. Scordatevi quindi la resa grafica delle avversarie, ma non pensate per questo che si tratti di una console nata già vecchia, tutt’altro, perchè Nintendo ha saputo portare qualcosa di nuovo nel mondo dell’intrattenimento domestico e lo ha fatto essenzialmente con WiiMote. Giocare con il nuovo controller del Wii sarà un’esperienza divertente e da italiano mi sento orgoglioso di dirvi che la tecnologia che sta alla base del sistema di controllo del Wii è nato tutto in Italia, da ST-Microelectronics, un’azienda che ha brevettato più di dieci anni fa la tecnologia MEMS (sistemi micro-elettro-meccanici), ovvero delle piccolissime strutture meccaniche di silicio (lo stesso materiale che compone i microprocessori) che permettono di valutare i movimenti nello spazio su tre assi. Tecnicamente si tratta della stessa tecnologia utilizzata strumenti di svariato tipo, come i contapassi, le macchine fotografiche digitali e le videocamere per la stabilizzazione dell’immagine e anche, pensate, nelle lavatrici per il controllo delle vibrazioni del cestello, riapplicata da Nintendo al mondo dei videogiochi, contesto che credo diverrà la Killer Application del MEMS!
Sul piano delle uscite di giochi ed accessori, diciamo che al momento sono disponibili una decina abbondante di titoli per il Wii, mi sento di consigliarvi però in particolare due di essi, se volete avere una vera idea delle potenzialità complessive della console: Il primo titolo è Wii Play, che viene venduto in bundle con un secondo Wii Mote (indispensabile se volete divertirvi con gli amici) ad un prezzo vantaggioso e che contiene una serie di mini giochi pensati per prendere confidenza con le funzioni del controller, e naturalmente Zelda, Twilight princess, ultimo titolo della saga della grande N, che arriva dopo due anni d’attesa e che essendo sviluppato internamente a Nintendo, è un titolo già in grado di sfruttare in maniera interessante le funzioni di controllo e le capacità hardware di Wii. Gli altri titoli ora disponibili vanno da una qualità mediocre come quella di Call of Duty 3 (tecnicamente inferiore anche alla versione per la “vecchia” Xbox o per Play2) a quelli discreti, ma ancora acerbi come quelli proposti da Ubi Soft. Se spostiamo l’attenzione sugli accessori, vi dico che il bundle che contiene Wii Play e un Wii Mote non comprende l’appendice Nunchuck, che si compra in ogni caso a parte, anche se si decide di acquistare il solo Wii Mote (senza gioco), nella confezione non ci sarà comunque l’appendice. Al momento è invece introvabile in Italia il “classic pad” che dovrebbe servire per giocare in maniera più tradizionale coi giochi della Virtual Console.

Tornando alle funzioni web di Wii, diciamo che la vera pecca al momento del lancio consiste nella completa assenza di un sistema di multiplayer in rete, che Nintendo garantisce arriverà presto e sarà gratuito (a differenza di Xbox live). Sarebbe divertente sfidarsi via internet a Wii Sports, Wii Play, Ray Man e così via ed avendo la propria Wii già connessa al web, non poterlo fare risulta un vero peccato. Appoposito di connettere la propria Wii alla rete, mi preme notare due piccoli dettagli: La prima è che se non avete un access-poin wireless, non potrete collegare Wii ad internet, perchè la console non ha una porta Ethernet, ed al momento non è disponibile un adattatore esterno. Inoltre ho avuto personalmente un pò di problemi con il wireless, perchè Wii non è riuscita in alcun modo ad autenticarsi al mio access point 3Com con il WPA abilitato. Per collegare la console ho dovuto mio malgrado disabilitare il WPA, lasciando come unica forma di controllo d’accesso alla mia WLAN il blocco sui MAC Address. Non è una cosa bella, specie se ci si trova in zone dove esistono svariate WLAN o svariati “smanettoni”. Vivo in periferia e sono abbastanza tranquillo, tuttavia sarebbe stato preferibile mantenere il WPA, ma Wii proprio non ne vuole sapere, almeno nel mio caso. Una funzione di Wii che non ho ancora avuto modo di provare è la Virtual Console, in grado di emulare tutti i giochi per NES, Super NES, Nintendo64, Sega Mega Drive e PC Engine, perchè i giochi si possono acquistare solo tramite Wii Shop e costano un certo numero di crediti, che vanno comprati con soldi veri. Diciamo che 100 crediti = 1€ e che i giochi “classici” spaziano dai 350 crediti (per i giochi di NES e SNES) fino ai 1000 crediti (10€) per quelli di N64. I crediti si acquistano via carta di credito (anche da Wii Shop) oppure usando apposite schretch-card prepagate da 20.000 punti che costano appunto 20€, disponibili già nei negozi.
Concludo questa review a 360° parlando di prezzi: Wii costa in tutta Europa 249€ (in Italia costa 10€ in più!!!). Un prezzo concorrenziale, inferiore a Xbox360, ma giustificato dalla più modesta caratura delle prestazioni. Certo, Xbox360 Core system costa “solo” 40€ in più, ma non vi mette a disposizione un pad wireless, nè un gioco compreso nel prezzo. Quindi direi che la strategia di Nintendo è fin’ora vincente, e non espone il produttore a vendite sotto-costo come nel caso di Sony e Microsoft che vendono i propri gioielli ad un prezzo di mercato inferiore al costo effettivo, solo per bruciare le concorrenti. Wii dispone di un hardware più datato, ma sicuro ed affidabile, che permetterà a Nintendo di stare “a galla” nell’arena delle vendite, pur con un volume di pezzi venduti inferiori alle avversarie. Il prezzo dei giochi è in linea con quello dei concorrenti (i titoli sviluppati internamente costano tra i 49 ed i 59 euro, mentre quelli sviluppati in “outsource” costano anche 5 o 10 euro di più). Gli accessori hanno prezzi abbordabili, si va dai 40€ del secondo Wii Mote con Wii Play, ai 19€ di un nunchuck. E’ presto per tirare le somme sulla situazione, quello che però va notato è che almeno in Italia ci sono state un pò di difficoltà distributive, che hanno reso Wii introvabile anche nelle grandi città ed i quantitativi distribuiti sono stati inferiori alla domanda, al punto che negozi che avevano pre ordinato 30 o 40 consolle, se ne sono visti consegnare per il lancio solo 2 o 3, o in alcuni casi, nessuna, come nessuna è stata per molti la speranza di avere Wii (o i giochi), fino alla befana. Gennaio dovrebbe riequilibrare le cose, certo che con le feste ormai finite il momento d’oro è stato mal gestito da Nintendo che avrebbe potuto vendere sensibilmente di più di quanto non è riuscita a fare, per problemi logistici. Io stesso ho faticato a trovare Zelda, e non sono riuscito a reperire Splinter Cell Double Agent, che avrei voluto comprare assieme alla console, ma col senno di poi è stato meglio così, perchè Zelda è di sicuro la Killer Application del momento, per Wii. Termino la recensione sperando possa essere utile agli “indecisi” ed augurandovi buon divertimento, ricordandovi che sul forum di lusoria è attiva una sezione tutta dedicata a Nintendo Wii.

Vi lascio con una chicca trovata su internet, che dovrebbe egregiamente riassumere la filosofia di Wii, rispetto a quella delle “grandi” avversarie Hi Tech di Sony e Microsoft. Godetevela perchè merita!!!

Il ventennale di Dylan Dog, indagatore dell’incubo

Dylan Dog 20 anniE’ festa grande per gli amanti dell’investigatore inglese, creato dal genio dell’autore italiano Tiziano Sclavi, che compie 20 anni. I festeggiamenti voluti da Sergio Bonelli Editore e dagli autori sono quelli delle grandi occasioni. Arriva nelle edicole una splendida storia in due volumi a colori, che scava come già avvenuto per il numero 100, nel torvo passato dell’indagatore di Carven Road.

Sono trascorsi ben vent’anni da quell’ottobre del 1986, quando nelle edicole italiane faceva capolino un nuovo fumetto. Il protagonista era un “indagatore dell’incubo” pensato dal “papà” Tiziano Sclavi sulle fattezze dell’attore inglese Rupert Everett. Forse neanche lo stesso Sclavi aveva potuto immaginare il successo della sua creatura, tale da renderlo il fumetto italiano più venduto e tale da far schizzare in pochi anni le quotazioni del primo albo originale, “l’alba dei morti viventi” a quotazioni da collezionismo. Oggi, ottobre 2006, si festeggiano i primi vent’anni del personaggio più dark dell’editoria italiana, e lo si fa in grande stile, come è tradizione.
Chi legge Dylan Dog da tempo, si ricorderà che per celebrare il numero 100, uscì un albo tutto a colori nel quale il passato di Dylan emergeva improvvisamente, rivelando oscuri segreti e dando spazio a personaggi misteriosi come Xabaras, il gatto Cagliostro ed altri… Bene, oggi Bonelli Editore “raddoppia” e propone nelle edicole una nuova storia tutta a colori, questa volta divisa in due albi, per celebrare più che degnamente il compleanno del detective di Carven Road. Il primo dei due numeri, “Xabaras” è già in edicola dal 28 settembre, mentre a fine ottobre sarà disponibile la seconda parte della storia, intitolata “In nome del padre”. Non voglio di certo anticipare la storia, ma devo dire subito che, malgrado io mi sia allontanato da diversi anni dall’universo di Dylan Dog, per la “monotonia” che ormai le sue storie puntualmente mi riservavano, oggi ho letto con estrema passione la metà della nuova storia. Un pò perchè, lo devo confessare, provavo una enorme nostalgia verso Dylan, Grucho e le atmosfere cupe della “City”, un pò perchè con questa storia siamo davvero tornati agli antichi fasti, merito dello stesso Sclavi che dopo un periodo di volontario esilio, è tornato a curare da vicino la sua creatura.

Dylan Dog ventennaleVenendo alla trama: Il folle Dottor Xabaras prosegue i suoi folli esperimenti per la creazione di un siero che sconfigga la morte… un dono davvero speciale che vuole riservare proprio a Dylan Dog! Ad aiutare l’Indagatore dell’Incubo la splendida strega Kim, tornata dall’America senza il fido gatto Cagliostro, il quale si è inaspettatamente alleato con Xabaras, che vuole avere in pugno la vita di Dylan…

Al fine di evitare ogni possibile spoiler mi fermo qui, anche perchè la seconda metà della storia non è stata ancora pubblicata. Se non lo avete ancora fatto, correte in edicola ad accaparrarvi l’albo 241 di Dylan Dog, certi che diverrà un numero da collezione, così come

Star Wars made in Italy… Dark Resurrection

Dark resurrectionE’ passato più di un anno da quando mi sono casualmente imbattuto per la prima volta in DR, un cortometraggio italiano senza scopo di lucro, ufficialmente ispirato alla saga di Star Wars ed alle ambientazioni create da George Lucas. Quando ho visitato il sito web del progetto per la prima volta non credevo che mi sarei trovato a scaricare dei trailer così ben fatti e curati sotto il piano tecnico. Non avevo ben compreso all’inizio quanto fosse “imponente” questo progetto nato dall’idea di Angelo Licata e Davide Bigazzi. Oggi il corto è quasi pronto a vedere la luce, eccovi un assaggio di quello che sarà, almeno nelle intenzioni degli autori, “Dark Resurrecion”.

Come accennavo nell’introduzione a questo articolo, Dark Resurrection si può definire un “cortometraggio” senza scopo di lucro, ispirato all’universo di Guerre Stellari creato da George Lucas e cronologicamente collocato alcuni secoli dopo Star Wars Episodio IV. La trama, lo accenniamo per sommi capi traendo spunto dal sito ufficiale del progetto, narra le vicende di una giovane apprendista Jedi e del suo mentore in un periodo di mutamenti negli equilibri della galassia. Il resto della trama è al momento velato di mistero, per volere degli stessi autori, il regista Angelo Licata ed il produttore Davide Bigazzi, che ha realizzato il film con il contributo dello stesso Licata. Ho messo tra virgolette la parola “cortometraggio”, semplicemente perchè il risultato finale del lavoro sarà un film girato in digitale e con molti effetti speciali realizzati appositamente al computer interamente in Italia, diviso in due parti, ognuna della durata di 40 minuti, con un totale quindi di 80 minuti ricchi di trama ed effetti speciali, come i due trailer già online potranno testimoniare. La scelta di dividere in due parti il prodotto finale senza dubbio renderà possibile vedere presto la prima parte di Dark Resurrection, la cui uscita è prevista per la fine del 2006. Il corto sarà gratuito e sarà possibile effettuarne il download direttamente dal sito ufficiale, che linkeremo alla fine dell’articolo. Gli autori, che scoprirete non essere tipi da lasciare qualcosa al caso, proporranno il loro film in varie tipologie di formato, per accontentare ogni preferenza, e quindi potrete scaricare sia la versione WMV per Windows Media, che la Versione MOV per Quick Time. Per gli appassionati dell’opensource non mancherà infine la versione in DivX.
Dal punto di vista tecnico, DR si distacca in gran parte da quello che è lo stile registico originale usato da George Lucas per i suoi sei film, questo per dare una personalità propria ad un progetto che si ispira ad un universo enorme e fantastico. Come vedrete, la fotografia è realizzata in modo da ricordare più fedelmente possibile i vasti scenari e le magneficenti inquadrature che Lucas ci ha regalato nei suoi “gioielli”, eppure non dovete temere un pasticcio “casereccio”: Malgrado l’amatorialità del progetto, vi garantisco che il risultato tecnico finale vi sorprenderà per fedeltà all’originale e per la qualità tecnica degli effetti speciali e degli scenari digitali, realizzati interamente dalla neonata “LOI” (Lords of Illusions”), che oltre alla realizzazione dei set virtuali e di tutti gli elementi in 3D di tutto Dark Resurrection, si occupa anche in fase di compositing della loro integrazione nelle riprese, senza contare il complesso compito d’inserimento dei fasci delle spade laser, eseguito fotogramma per fotogramma, con risultati qualitativi che nulla hanno da invidiare ai film di Lucas. Io sono convinto che molti rimarranno davvero piacevolmente sorpresi da questo piccolo tributo a Guerre Stellari, e si domanderanno come mai (io per lo meno me lo domando spesso) in Italia siano solo dei piccoli e coraggiosi pionieri a portare innovazione nel cinema, un’innovazione che riesce ad avvicinare le produzioni amatoriali italiane al grande cinema holliwoodiano più di quanto faccia o abbia mai provato a fare l’industria cinematografica di casa nostra, nella quale il concetto di effetti speciali, fantascienza sono lontani dall’essere presi in considerazione (eslcudendo poche “mosche bianche” come il mio mito Gabriele Salvatores, che con il suo Nirvana ha per una volta portato il cyberpunk ad una dimensione italiana, ma questa è e sarà un’altra storia…) da rendere il nostro un cinema tecnicamente di serie B.
Tornando ai nostri eroi, possiamo citare anche i costi di questa produzione, che sicuramente incuriosiranno lo spettatore che a titolo gratuito potrà vedere presto DR, e allora spieghiamo che gli unici costi del film sono quelli dovuti all’acquisto del materiale di scena, dei costumi, delle props e della telecamera. Una rilevante parte è stata spesa per la registrazione di numerosi software per gli effetti video che hanno arricchito l’ arsenale della LOI . Nessuno degli attori, dei collaboratori esterni ne nessun altro è stato pagato! Ognuno ha lavorato per la sola visibilità all’interno della produzione e per il piacere di far parte del progetto. Quantificarli di sicuro non ha senso, vi basti sapere però che in tanti hanno creduto a questo sogno, al punto che alle riprese dell’ultima scena, la più complessa da girare, realizzata poche settimane fa presso una rovina romana di Ventimiglia (Liguria), hanno preso parte più di 70 comparse arrivate da tutta Italia solo per apparire in questo progetto, i quali non hanno percepito neanche un rimborso spese, in quanto non era nelle possibilità degli autori realizzare tale intento. Potrei parlare ancora molto di questo progetto, perchè vedere il trailer mi ha galvanizzato, però credo che dopo questa mia introduzione, che per altro si avvale delle news riportate sul sito ufficiale di Dark Resurrection, le migliori parole risiedano nelle immagini dei due trailers già online. Il primo è scaricabile direttamente dal sito del progetto ed è online già dal 2005, mentre il secondo trailer, disponibile da poche settimane, è stato inserito sul sito specializzato FXHome, sul quale risulta il trailer più scaricato e votato del momento! Un bel colpo di sicuro per un progetto italiano, che meriterà di sicuro mensione internazionale.
Prima di lasciarvi a qualche curiosità ed ai link ufficiali, spendo un paio di parole anche sul cast di attori che hanno preso parte, anch’essi a titolo gratuito, alla produzione. Il loro è un contributo sostanziale ad un prodotto finale di qualità che non può rimanere inosservato. Citiamo quindi Marcella Braga nel ruolo di Hope, la giovane apprendista Jedi al centro della trama del corto, Angelo Bigazzi è l’ammiraglio Zail, Maurizio Zuppa è il maestro Jedi Zui-Mar-Lee, mentore di Hope, Giuseppe Licata presta il volto al perfido Lord Sorran ed Elisa Wernek interpreta la Maestra Organa. Importantissimo infine sul piano tecnico, per la resa delle scene d’azione, il contributo di Andrea Bucella Istruttore di autodifesa, esperto di JKD ed abile spadaccino, e di Alessio Olivieri, insostituibili nelle scene dei combattimenti. Andrea intepreta uno spietato apprendista Sith che metterà in difficoltà la protagonista.
Spendendo un’ultima parola sulla trama, trovo necessario e opportuno ricordare, così come hanno già fatto gli autori di Dark Resurrection, che la trama di questo cortometraggio non ha la pretesa di aggiungere nulla alla timeline originale della saga di Star Wars, ma si vuole porre come possibile trama successiva agli eventi dei film che tutti abbiamo amato.

Qualche curiosità su Dark Resurrection? Eccovi serviti:

Le spade laser del film sembrano quelle originali, vengono da Master Replicas?

Le numerose else delle spade laser utilizzate per le riprese, sono state realizzate al tornio appositamente per il film; quattro di queste provengono dagli Stati Uniti. Le altre due, sono state realizzate in italia da Piero Bockos (V-Twins)

Dove è stato girato il corto?

Tutte le location esterne sono situate tra la costa azzurra e la riviera dei fiori. Le sequenze di Eron sono girate lungo la costa ligure a Ventimiglia e in una cava sopra Arma di Taggia. Le riprese su Akhiah invece, il pianeta dei Jedi, sono state effettuate a 1200 m. di altitudine all’osservatorio di Mt. Bignone sopra San Remo. Gli esterni di Seputep, tra le mura di un’antica chiesa diroccata, appartengono invece alla località Baiardo, paesino a circa 1000 m. d’altitudine anch’esso sopra San Remo.

Le musiche di background in Dark Resurrection sono originali o vengono dalla SoundTrack originale?

La composizione delle musiche è affidata al maestro Fabrizio Brezzo che sta elaborando per DR musiche inedite su base sinfonica e orchestrale con contaminazioni etniche di vario genere

Quando potremo ammirare Dark Resurrecion?

Attualmente sono state girate circa l’85 % delle scene previste dalla sceneggiatura ed è stato post prodotto (aggiunta degli FX e del sonoro) il 55% del girato. L’uscita prevista per il primo capitolo è intorno alla fine del 2006.

Tutte le informazioni presenti in questo articolo provengono dal sito ufficiale di Dark Resurrection e sono state raccolte su Lusoria a scopo divulgativo. Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale del progetto: www.darkresurrection.com

300 di Frank Miller (il fumetto)

300 di Frank MillerEcco online la recensione di una delle novelle grafiche capolavoro di Frank Miller, già autore tra l’altro di Sin City. Come già è stato proprio per Sin City, questo capolavoro sta per sbarcare al cinema: Nemo ci parla del “fumetto” che ha ispirato il film di prossima uscita in tutto il mondo e ci fa immergere nelle atmosfere antiche cornice della guerra di Sparta e Atene… da leggere tutta d’un fiato!

Nei libri di storia e nei libri di strategia militare viene spesso citata la battaglia delle Termopili o delle Porte di Fuoco, come un esempio dove il numero dei soldati non rappresenta la carta vincente in una battaglia ma dove il terreno ha la sua importanza strategica enorme.
Prima dell’avvento dell’Impero Romano il Mediterraneo centro della civiltà era governato dalla Grecia, rappresentata perlopiù da Sparta e da Atene, Atene città della democrazia e della scienza, inoltre era come avete studiato sui libri di scuola la culla della civiltà e della Repubblica.
Sparta protagonista di questo racconto è invece l’anima oscura della Grecia, dittatoriale, crudele, civiltà guerriera, si potrebbe paragonare al sogno di Hitler di una civiltà ariana perfetta, per dare un’idea della crudeltà i neonati Spartani che presentavano malformazioni o debolezza venivano uccisi gettandoli da una rupe, per preservare la stirpe, gli Spartani venivano addestrati alla guerra, ai supplizi, al duro esercizio, erano gli uberalles dell’ a.C.

LA STORIA:
Correva l’anno 480 a.C. la Grecia deve fronteggiare l’attacco di Serse re e dio dei Persiani al comando di un esercito di più di 1.000.000 di uomini egli vuole la Grecia annessa sotto il suo impero, i Greci tentennano di fronte al più grande esercito mai visto e l’unico che decide di opporsi alla conquista della Grecia è il re Spartano Leonida che 50 anni prima uccidendo nella notte di acquisizione del titolo a uomo un lupo gigante viene riconosciuto degno uomo di Sparta ed eletto per rango re, ora uomo con più di 60 primavere sulle spalle ancora nel pieno delle sue forze deve contrastare l’avanzata Persiana, osteggiato dagli efori, gli oracoli ai quali è d’obbligo chiedere il permesso della battaglia corrotti dall’oro Persiano, Leonida deciderà di fronteggiare con la sua guardia personale l’assalto di Re Serse, aiutato in questo da alcune città Greche, Re Leonida decide di fermare l’avanzata di Serse presso la gola delle Termopili stretto canalone di accesso dal mare alla Grecia dove i soldati nemici sono costretti ad attaccare in fila, annullando così la superiorità numerica, e dove i Persiani non riescono ad oscurare il cielo con le loro lance, negando così agli Spartani la comodità di combattere all’ombra.
Quando gli Arcadi vedono che le forze Spartane sono solo 300 uomini gli arcadi accusano Leonida di averli traditi ma egli domandando a più arcadi quale lavoro facciano si sente rispondere, i mestieri più svariati.. allora egli si rivolge ai suoi 300 e alla stessa domanda gli Spartani all’unisono alzano tutti le lance al cielo, Leonida si rivolge al capo degli arcadi e gli fa vedere che alla fine gli Spartani hanno portato più guerrieri di loro!
I Greci motivati riescono con successo a respingere per tre giorni gli attacchi, combattendo sui cadaveri accatastati, dell’esercito Persiano, a nulla valgono gli elefanti da guerra che camminando su un terreno di cadaveri scivolano dalla scogliera, a nulla valgono gli attacchi del corpo speciale Persiano degli immortali,così chiamati poichè alla fine della battaglia gli immortali uccisi venivano seppelliti e la divisa bruciata alimentando la leggenda che gli immortali non potessero essere uccisi.
Ad ogni attacco l’esercito Persiano viene respinto dal rigore e dall’addestramento Spartano organizzato in testuggini con gli scudi e armato di pesanti lance ognuno allevato sin dalla nascita per quella professione, un addestramento militare che permette loro di annullare il vantaggio offerto dai pericolosi archi Persiani, la battaglia sembra ormai volgere in favore degli alleati Greci, ma Efialte uno Spartano malforme sfuggito alla rupe e rifiutato nuovamente da Leonida si allea per vendetta con Serse indicandogli un passaggio su queste catene montuose dove le truppe Persiane potranno accerchiare i Greci.
Gli stessi alleati Greci vista la manovra di accerchiamento scappano, solo gli Spartani il cui unico credo è vincere o morire restano sul posto in un’ultima strenua difesa, Leonida ordina solo a Dilios suo cantastorie (ma sempre guerriero) che ha perso il figlio sul campo di tornare a Sparta e di raccontare le sue gesta, narrando della vittoria di Leonida su Serse.
Leonida ora stretto dalla morsa di soldati Persiani tra la sua guardia personale riceve nuovamente da Serse la proposta di diventare suo generale e di governare per la Persia la Grecia, la sola cosa che Leonida deve fare è inginocchiarsi e prestare fedeltà a Serse, quello che fa Leonida è togliersi lo scudo strappare la lancia di mano a Stelios e tirarla verso Serse mancandolo però di poco.
L’esercito Persiano contrattacca all’attentato al loro re con un nugolo di freccie uccidendo Leonida e sterminando gli ultimi Spartani rimasti.
A distanza di un anno l’esercito Spartano, ateniese e tutte le città Greche si riuniscono in un unico esercito per sconfiggere definitivamente gli odiati Persiani, solo allora Dilios capisce che le ultime parole del suo re Leonida erano vere, i Greci inorridditi dal trucidamento degli Spartani trovano il tempo ed il coraggio di allearsi e combattere insieme come un unico esercito, in tal modo i Greci vinsero e respinsero Serse definitivamente dalla loro Patria.
Piccola nota storica, ovviamente Miller si è preso la libertà di romanzare la storia ma ancora adesso nei pressi delle Termopili esiste un monumento dedicato a Leonida esso recita: “O viandante, annuncia agli Spartani che qui noi giacciam per aver obbedito alle loro parole”
Il capolavoro di Miller ha partecipato negli USA al prestigioso premio Eisner Awards (un pò come la notte degli Oscar del fumetto) del 1999, trionfando come “Best Limited Series“, “Best writer/artist”, “Best coloring” ed altre nominations.