V per Vendetta
Tratto da un romanzo grafico di Alan Moore illustrato da David Lloyd, pubblicato per la prima volta sulla rivista a fumetti inglese “Warrior” negli anni tra il 1982 ed il 1985, ed edito oggi anche in Italia in volume monografico da Vertigo / DC Comics, è uscito venerdì nelle sale italiane l’ultimo lavoro dei Wachowski Bros, che questa volta si trovano solo a sceneggiare il film, affidando la macchina da presa al loro “vice”, James McTeigue. Per la verità i due sceneggiatori avevano iniziato questo lavoro negli anni ‘90, prima di Matrix, quale sarà il risultato di più di dieci anni di lavoro?
Il nuovo film dei Wachowski Bros. è diverso in molti aspetti dalla storia originale, che Moore ha pubblicato originariamente nel regno unito nella prima metà degli anni ‘80, sulla rivista di fumetti “Warrior”. E’ molto più “teatrale”, forse troppo e secondo me, lo dico subito, i registi avrebbero fatto bene a rimanere più aderenti alla trama originale di Moore, che era già di persè idelae per una rappresentazione cinematografica, anche grazie all’ottimo lavoro visuale di David Lloyd; se l’avessero fatto, si sarebbero guadagnati qualche punto in più dalla critica, ma sopratutto dai fan dello stimato Moore, arcinoto in tutto il globo tra gli appassionati di fumetti. In ogni caso, il film è nel complesso più che discreto, gradevole, ma perde qualcosa nei confronti della controparte cartacea, che è una delle più belle opere di Alan Moore.
La storia: Siamo in un futuro non troppo lontano, di Orwelliana memoria, nel cui nel Regno Unito è in vigore un regime totalitario di estrema destra, instaurato dopo una serie di eventi politici “alternativi” che hanno portato gli Stati Uniti sul baratro a causa di una guerra civile. La polizia ha squadre segrete di punitori che insturano il terrore, c’è il coprifuoco per le strade e non si è liberi di avere le proprie ideologie politiche… il “partito” è uno e controlla tutto dall’alto. Ogni cittadino è di fatto spiato e vincolato ad una vita sottoposta agli schemi voluti dal Partito. Nulla che il partito non giudichi consono è infatti permesso. Non si può ascoltare musica, leggere libri, ammirare opere d’arte che la censura non abbia appositamente autorizzato. Per questo la libertà dell’individuo è minata in ogni aspetto della vita, compresa la sfera sessuale.
Sarà la comparsa del misterioso “V”, uomo dal passato misterioso che cela il proprio volto dietro una maschera di Guy Fawkes, protagonista nel 1605 di un tentativo di cospirazione che mirava a far saltare in aria la House of Commons per “svegliare” il popolo e rompere gli schemi. V impiegherà nella sua lotta contro il tirannico Alto Cancelliere Adam Sutler (John Hurt) come simbolo questa figura molto nota agli inglesi, per scuotere le loro coscienze e per far aprire gli occhi prima alla giovane e graziosa Every e poi a tutta la gente di Londra.
In merito al cast artistico, brava Natalie Portman, non possiamo valutare invece Hugo Weaving (già “Smith” in Matrix e Re Elrond in “LOTR”), inquanto recita sempre e solo dietro una maschera rappresentante le sembianze di Guy Fawkes. Da citare anche Stephen Fry, ottimo nel ruolo del detective Deitrich.
NOTA: Alan Moore, che ha sceneggiato la novella grafica orginale, disegnata da David Lloyd, non è stato accreditato nei titoli per motivi legali.